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Divieto di sorpasso sull’A1, CNA Fita: “Scelta sbagliata, servono infrastrutture migliori”

di Leonardo Romagnoli

È entrato in vigore lunedì scorso un nuovo divieto di sorpasso per i mezzi pesanti lungo il tratto dell’Autostrada A1 che collega Incisa-Reggello a Chiusi, sia in direzione nord che sud. Si tratta, al momento, di una misura sperimentale, ma non per questo meno contestata.

A far sentire forte e chiara la propria voce è la CNA Fita Trasporto Merci, che chiede di riconsiderare al più presto il provvedimento, evitando che venga esteso anche ad altri tratti della rete autostradale.

Danilo Oretti, imprenditore del Mugello e presidente di CNA Fita Trasporto Merci Firenze, non ha dubbi: “Questo divieto, anziché aumentare la sicurezza come promesso, produce l’effetto opposto. Favorisce gli incolonnamenti, rallenta la circolazione e aumenta il rischio di incidenti”.

Per Oretti, il nodo centrale della questione non è da cercare nei camion che si sorpassano, ma nelle condizioni delle infrastrutture stesse: “Il vero problema riguarda l’inadeguatezza della rete stradale. Le nostre autostrade, in molti tratti, non sono al passo con le esigenze del traffico moderno, specialmente in aree strategiche per il trasporto merci”.

“Basta provvedimenti punitivi: il settore del trasporto merita rispetto”

Il presidente di CNA Fita sottolinea come i mezzi pesanti siano responsabili di oltre l’85% del trasporto merci in Italia, e che misure come queste rischiano solo di complicare ulteriormente la vita a un comparto già provato da rincari e carenze strutturali.

“La sicurezza stradale è una priorità anche per noi – aggiunge Oretti – ma non si può pensare di raggiungerla con provvedimenti punitivi. È un errore pensare che vietare il sorpasso ai camion sia una soluzione efficace. Anzi, è un modo per nascondere i veri problemi sotto il tappeto”.

Secondo CNA, il divieto non fa che distogliere l’attenzione dalle vere emergenze: corsie insufficienti, mancanza di aree di sosta attrezzate, manutenzione carente e colli di bottiglia infrastrutturali che ogni giorno mettono a dura prova autotrasportatori e automobilisti.

Incolonnamenti e rallentamenti: i primi effetti si sono già visti

Già nei primi giorni di attuazione, i segnali non sono incoraggianti. In diversi momenti della giornata, lungo il tratto interessato dal divieto si sono formate lunghe code, con mezzi pesanti costretti a marciare in fila per chilometri, rallentando inevitabilmente anche il traffico leggero.

Una situazione che rischia di diventare esplosiva nei fine settimana o nei periodi festivi, quando il flusso di veicoli aumenta in modo esponenziale.

CNA chiede un confronto serio con le istituzioni

Per questo, CNA Fita chiede un ripensamento immediato del provvedimento e l’apertura di un tavolo di confronto con le istituzioni e i gestori autostradali.

“Non si può continuare a legiferare senza ascoltare chi vive la strada ogni giorno – conclude Oretti –. Le decisioni che riguardano il traffico autostradale devono essere prese con il contributo di tutti gli attori coinvolti, a partire dagli autotrasportatori. Solo così si potranno trovare soluzioni efficaci e condivise”.

La richiesta è chiara: stop ai divieti spot e sì a un piano strutturale, che metta al centro la manutenzione e l’ammodernamento delle infrastrutture, per garantire davvero sicurezza, efficienza e competitività al trasporto su gomma.

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