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Discarica fantasma nel Rovigo, Tozzi (FdI): “L’Alto Mugello è in ginocchio, serve un piano speciale”

di Leonardo Romagnoli

Un disastro ecologico che non può essere ignorato

L’Alto Mugello torna sotto i riflettori per una vicenda che fa discutere e preoccupa: la cosiddetta “discarica fantasma” di Palazzuolo sul Senio. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Elisa Tozzi, interviene con fermezza sulla questione, denunciando il degrado ambientale e chiedendo un intervento strutturale e duraturo.

“Non possiamo più permettere che il nostro territorio subisca le conseguenze di scelte politiche scellerate di cinquant’anni fa. Questo ennesimo disastro ecologico è il risultato di incuria e abbandono. L’Alto Mugello è una terra fragile, segnata dal dissesto idrogeologico e spesso dimenticata dalle istituzioni centrali”, afferma Tozzi.

Interventi d’emergenza, ma serve una strategia a lungo termine

Attualmente sono stati avviati interventi di contenimento, con il posizionamento di reti e strumenti di intercettazione lungo il torrente Rovigo, oltre al coinvolgimento di Arpat e del gestore Hera per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti plastici. Tuttavia, per Tozzi questi interventi non sono sufficienti: “Non possiamo limitarci a tamponare l’emergenza. Serve una riflessione più ampia sulla gestione del territorio e una risposta concreta che vada oltre le solite promesse”.

Un piano speciale per il rilancio dell’Alto Mugello

Oltre alla questione ambientale, Tozzi punta il dito contro la situazione generale dell’Alto Mugello, definendolo “un territorio messo in ginocchio dal maltempo, dallo spopolamento e dalla cronica mancanza di servizi essenziali, sanitari e infrastrutturali”.

Per questo motivo, chiede un piano speciale di intervento e rilancio, che coinvolga Regione, Città Metropolitana, Comuni e Governo in un dialogo concreto per il futuro della zona. “Se vogliamo davvero garantire un futuro a questa comunità, è arrivato il momento di agire. L’Alto Mugello non può più essere trattato come la ‘discarica di Firenze’, né metaforicamente né nei fatti”, conclude Tozzi.

L’appello è chiaro: il tempo delle parole è finito, ora servono azioni concrete per tutelare l’ambiente e la qualità della vita dei cittadini dell’Alto Mugello.

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