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Disastri ecologici tra passato e presente: il Mugello sotto assedio tra frane, alluvioni e impianti eolici

di Leonardo Romagnoli

Il fragile equilibrio dell’Appennino mugellano messo alla prova dai cambiamenti climatici e dai cantieri industriali.

Sul crinale tra il Monte Peschiena e il Giogo di Corella, dove il Sentiero 00 costeggia il tracciato del gasdotto SNAM, si è verificata una frana che solleva gravi interrogativi sulla sostenibilità delle grandi opere in zone montane ad alta fragilità ambientale. La causa? I lavori di realizzazione della pista per il trasporto delle pale eoliche dell’impianto Monte Giogo di Villore: scavi profondi, deforestazione e rimodellamento delle scarpate hanno provocato lo scivolamento del terreno a valle, coinvolgendo anche ceppaie di faggio che non dovevano essere rimosse.

Un fatto che preoccupa ancor di più se si considera la vicinanza al gasdotto SNAM, le cui condotte in quel tratto sono poco interrate e quindi vulnerabili. Il rischio? Che un dissesto del terreno possa minare l’integrità di un’infrastruttura strategica per il trasporto del gas.

Il tutto accade a poca distanza dal punto in cui il Sentiero Europa E1 raggiunge il crinale da Colla della Maestà, un’area frequentata da escursionisti e naturalisti, simbolo del patrimonio ambientale toscano.

Non si tratta di un caso isolato. Il 15 marzo scorso il Mugello è stato travolto da un’ondata di maltempo che ha fatto esondare la Sieve, interrotto strade e linee ferroviarie, allagato case, aziende, campi agricoli. Vicchio, come molti altri comuni, è stato colpito da frane e tracimazioni dei torrenti. Migliaia di famiglie sono rimaste senza elettricità e senza acqua, mentre fango e detriti trascinati dai crinali hanno devastato la valle.

Il territorio ha dimostrato ancora una volta tutta la sua vulnerabilità. “I crinali dell’Appennino mugellano non sono semplici montagne, ma custodi di un equilibrio delicatissimo – commentano dal Comitato Tutela Crinale Mugellano – ed è proprio per questo che sono sottoposti a vincoli paesaggistici e ambientali”. Vincoli pensati per proteggere non solo l’ecosistema, ma anche le comunità che vivono a valle.

La memoria storica ci ricorda quanto già in passato si fosse compresa la pericolosità di interventi invasivi su questi rilievi. Nel 1559, Cosimo I de’ Medici vietava l’abbattimento degli alberi entro un miglio dalla sommità dei crinali proprio per evitare frane e alluvioni. Una lezione antica che oggi sembra dimenticata.

Il Comitato Crinali Liberi e la Coalizione Ambientale TESS (Transizione Energetica Senza Speculazione) chiedono con urgenza la sospensione dei lavori per l’impianto eolico di Monte Giogo di Villore, che rischiano di cancellare per sempre 14 km della Rete Sentieristica nazionale ed europea, trasformando ecosistemi intatti in aree industriali. In attesa di una sentenza del Consiglio di Stato che dovrebbe riaffermare i vincoli paesaggistici e le tutele ambientali, il rischio è quello di una devastazione irreversibile.

Il Mugello non può diventare un laboratorio di sperimentazione industriale a scapito della natura e delle comunità. Come ammoniva già Voltaire: “La terra ci è data in prestito dai nostri figli”. Forse è tempo di ricordarcene davvero.

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