In vista del Consiglio comunale del 31 marzo, il capogruppo di Insieme per Dicomano, Saverio Zeni, ha presentato due atti rivolti al sindaco Massimiliano Amato. Al centro ci sono due temi distinti ma destinati ad avere un impatto concreto sulla vita amministrativa del Comune: da una parte le possibili conseguenze economiche legate alla vicenda del Forteto, dall’altra una proposta per alleggerire l’IMU sugli immobili affittati a canone concordato.
Il nodo dei risarcimenti legati al Forteto
La prima interrogazione punta a fare luce sulle cause civili collegate alla comunità del Forteto, al centro negli anni di una delle vicende più gravi del territorio mugellano. Zeni chiede alla Giunta di chiarire quale sia la posizione del Comune di Dicomano nei procedimenti ancora aperti e quali possano essere le eventuali ricadute sui conti pubblici.
Il consigliere solleva in particolare il tema delle richieste di risarcimento avanzate nelle azioni civili che coinvolgono anche enti pubblici chiamati in causa per responsabilità istituzionale. L’obiettivo è capire quali importi siano stati richiesti, se esistano coperture assicurative e in che modo l’amministrazione intenda tutelare il patrimonio comunale da possibili esborsi.
Una verifica sui conti del Comune
Il punto politico dell’interrogazione è chiaro: conoscere in anticipo l’eventuale peso economico della vicenda sul bilancio dell’ente. Zeni chiede quindi trasparenza su un tema che riguarda non solo il piano giudiziario, ma anche quello amministrativo e finanziario.
La richiesta arriva in una fase in cui i Comuni sono chiamati a misurarsi con risorse sempre più limitate e con margini di manovra ridotti. Per questo, secondo l’opposizione, è necessario avere un quadro preciso delle cause pendenti e delle tutele attivate.
La proposta sull’IMU per gli affitti calmierati
Il secondo atto depositato da Saverio Zeni è una mozione che guarda invece alle politiche abitative. La proposta chiede di introdurre aliquote IMU agevolate per gli immobili concessi in locazione con contratti a canone concordato, come previsto dalla Legge 431/1998.
L’idea è usare la leva fiscale per favorire affitti a prezzi più accessibili, premiando i proprietari che scelgono formule contrattuali con canoni ridotti rispetto a quelli di mercato. Una misura che, nelle intenzioni del consigliere, potrebbe aiutare soprattutto giovani coppie, famiglie e persone in cerca di una casa a costi sostenibili.
Il confronto con Firenze
Nella sua iniziativa, Zeni richiama anche quanto avviene a Firenze, dove l’uso dell’IMU come strumento per incentivare gli affitti calmierati è già entrato nel dibattito amministrativo. Secondo il capogruppo di opposizione, anche Dicomano dovrebbe valutare questa possibilità, invece di lasciare inesplorata una strada che potrebbe avere effetti concreti sul mercato locale delle locazioni.
Il ragionamento è semplice: ridurre la tassazione per chi accetta un canone concordato può spingere più proprietari a mettere immobili sul mercato a condizioni più favorevoli. Un meccanismo che, almeno nelle intenzioni, punta a rendere più equilibrato il rapporto tra domanda e offerta.
Due atti, un messaggio politico
Con queste due iniziative, Saverio Zeni porta in Consiglio due questioni molto diverse, ma entrambe sensibili per il territorio. La prima riguarda la tenuta economica e istituzionale del Comune di fronte agli sviluppi civili della vicenda Forteto. La seconda tocca invece un tema quotidiano, quello della casa, provando a inserire anche a Dicomano strumenti fiscali capaci di incentivare gli affitti calmierati.
La discussione del 31 marzo servirà a capire quale sarà la risposta della maggioranza e se dalle richieste dell’opposizione possano nascere scelte operative sul piano del bilancio e delle politiche sociali.

