Dopo la presa di posizione del Sindaco di Dicomano Amato per quanto riguarda la riapertura dell’ufficio postale nel suo maese (qui articolo), il Sindaco interviene di nuovo commentando duramente la risposta di Poste Italiane, commento che pubblichiamo di seguito.
POSTE ITALIANE: UNA GESTIONE INACCETTABILE, UN SERVIZIO PUBBLICO TRATTATO CON SUPERFICIALITÀ ED ARROGANZA
Questa è la comunicazione di Poste Italiane arrivata solo dopo che sono stato costretto a sollevare pubblicamente e in maniera poco garbata il problema.
Non per correttezza istituzionale.
Non per rispetto verso i cittadini.
Ma perché il caso è stato sollevato pubblicamente.
Questo comportamento è gravissimo.
Un’azienda che gestisce un servizio pubblico essenziale non può permettersi il silenzio, né può pensare di intervenire solo quando viene messa di fronte alle proprie responsabilità.
Ancora più inaccettabile è lo slittamento di 20 giorni della data di apertura dell’ufficio postale, presentato come se fosse una normale variazione tecnica.
Non lo è.
È l’ennesimo disservizio imposto a una comunità intera, senza confronto, senza alternative, senza rispetto.
Venti giorni significano:
• anziani lasciati senza un servizio di riscossione fondamentale,
• cittadini costretti a spostarsi,
• attività penalizzate,
• un territorio trattato come marginale.
Tutto questo risulta ancora più beffardo alla luce delle proposte commerciali che Poste sottopone ai comuni per la gestione della tesoreria.
Se questo è lo stile di gestione che viene offerto, credo che ogni commento sia superfluo.
Ritengo quindi che lo spostamento dell’apertura procrastinato di 20 giorni non possa essere accettato passivamente e stiamo provvedendo ad inviare una diffida formale per il ritardo e una richiesta di immediata attivazione dell’ufficio mobile.
Non si tratta di chiedere una concessione, ma di ottemperare ad una responsabilità.


