Riceviamo e pubblichiamo dal Gruppo Consiliare “Dicomanocheverrà”
Il giorno 28 luglio si è tenuto il Consiglio Comunale di Dicomano con diversi punti importanti all’ordine del giorno. Segnaliamo alcune cose.
Oltre a prendere atto di un costante incremento del costo legato al servizio di raccolta dei rifiuti, cosa già emersa da tempo e che si consolida dopo la costituzione della Multiutility (o nuovo poltronificio n.d.r.), emerge in modo evidente una difficoltà di tipo finanziario da parte del Comune di Dicomano. Questo è dovuto sia a criticità preesistenti sia a un impegno, a nostro avviso spropositato e la cui utilità (specie per quanto riguarda alcuni tipi di intervento) per il nostro comune è tutta da dimostrare, in progetti Pnrr.
Tutto ciò non consente, a nostro avviso, di dare risposte adeguate a categorie e piccoli investimenti che, come abbiamo già avuto modo più volte di fare notare, sarebbero più urgenti ed importanti per il nostro territorio: manutenzione, cimiteri, attività produttive, commercio, edilizia popolare.
Non solo, ma da quanto è emerso dalla relazione al Dup, premesso che i tempi di pagamento che gli enti pubblici dovrebbero rispettare sono pari a 30 giorni, nel 2024 quelli del Comune di Dicomano si sono attestati su una media di 88 giorni. Questo è il tempo che in media hanno dovuto attendere coloro che dovevano riscuotere dal Comune di Dicomano.
In questo contesto di estrema fragilità riteniamo doveroso evidenziare come il 13 gennaio 2025, in fase di approvazione del bilancio di previsione, sia stata prevista a bilancio per il 2025 un’indennità, anche per i due assessori in pensione (e che quindi già percepiscono un reddito), pari al 50%. Peccato però che solo due giorni dopo, il 15 gennaio, sia stata emanata una direttiva (Determina) che prevedeva per gli stessi assessori la corresponsione di un’indennità pari al 100%, ossia 1.800 euro.
Quindi nel bilancio di previsione è stata scritta una cosa (senza supporto documentale e quindi presumibilmente solo per un problema di tenuta dei conti di bilancio) e nei fatti (solo due giorni dopo) ci si è comportati diversamente, erogando, senza intervenire con alcuna variazione di bilancio, l’indennità piena ai due assessori fino a giugno, quando ci si è accorti che la coperta era troppo corta, e si è stati costretti a rimpinguare il capitolo di spesa con una variazione di circa 10.800 euro e fare sì che i due assessori (facendolo passare come un atto di generosità) si dichiarassero disponibili a ridursi l’indennità del 50%, quella che percepiscono gli assessori che lavorano. Questo almeno per il secondo semestre 2025, poi nel 2026 si vedrà…
Chiarito che siamo convinti che amministrare sia un impegno importante e che quindi debba essere remunerato, riteniamo anche che un conto sia fare il Sindaco, ruolo che costringe quasi sempre a richiedere l’aspettativa dal lavoro e quindi a vivere solo di quello che gli viene corrisposto per la funzione, dai parametri previsti dalla legge, ruolo che molto spesso meriterebbe molto di più, specie nei piccoli comuni. Altra cosa sia fare l’Assessore, ruolo che si può esercitare senza essere impegnati 8 ore tutti i giorni, e che ben si concilia con il mantenimento del lavoro e quindi, in questo caso, come disposto dalla legge, con la corresponsione di un’indennità pari al 50% di quella prevista.
Nello specifico poi, un assessore in pensione di fatto ha già un reddito, e quindi, ammesso che non stia in Comune tutti i giorni a tempo pieno, perché dovrebbe percepire un’indennità piena? Quando peraltro molte famiglie hanno difficoltà sempre più importanti e i conti dello stesso Comune sono sempre più in precario equilibrio?
Per noi è un discorso di etica e non di poco rispetto per la politica. Inoltre resta il fatto che, indipendentemente da tutto questo, riteniamo che ancora una volta sia stata commessa un’importante leggerezza a livello di bilancio.
Infine, segnaliamo che ci è stato dato notizia nello stesso consiglio, a fronte di una nostra interrogazione, che a maggio è stata di nuovo affidata ad ENPA la gestione delle colonie feline, e visti i risultati passati, non molto positivi, speriamo in un cambio di rotta. Intanto si invitano tutti coloro che gestiscono delle colonie a farlo presente in Comune.
Laura Barlotti
Giampaolo Marangi
Cristina Ticci
Gruppo Dicomanocheverrà


