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Denatalità in Mugello, un dibattito che parte dai numeri

di Leonardo Romagnoli

I tema denatalitàsempre più al centro del dibattito politico e sociale e le Amministrazioni pubbliche stanno cercandonon sol di capire ilfenomeno ma anche come fare per arginarlo per impostare le politiche future in tanti settori. I risultati dall’indagine WelFerPoli indicano che il divario tra fecondità desiderata e fecondità realizzata rimane ampio in Italia e mostrano anche un divario tra l’età desiderata e l’età effettiva al primo figlio. Barriere di tipo economico, politiche familiari insufficienti e condizioni abitative inadeguate sono state le ragioni più frequentemente riportate per il mancato raggiungimento del numero di figli desiderato.  

La denatalità in Mugello non è più soltanto un tema da convegni o da statistiche nazionali. È una questione che entra nella vita quotidiana dei paesi, nelle scuole che perdono iscritti, nei servizi da ripensare, nelle frazioni dove il ricambio generazionale diventa sempre più fragile, dove l’aumento del numeri dell’immigrazione, porta a ripensare molte cose,

I dati aggiornati della Nota Statistica dell’Unione dei Comuni del Mugello, pubblicata nell’agosto 2024 su elaborazione Istat, fotografano un territorio che tiene solo in apparenza. Al 31 dicembre 2023 i residenti sono 63.562, appena 81 in più rispetto all’anno precedente. Un piccolo aumento che però dipende dalla crescita della popolazione straniera, mentre il saldo naturale resta negativo.

Il punto più delicato riguarda le nascite. Nel 2023 il Mugello ha registrato 5,35 nati ogni mille abitanti, il valore più basso della serie storica e inferiore sia alla media toscana sia a quella della Città Metropolitana di Firenze. Nel 2010 il tasso era quasi doppio, 10,02 nati ogni mille abitanti.

Dentro questi numeri si apre un dibattito che non può limitarsi alla nostalgia per il passato. C’entrano il lavoro, la casa, i servizi, i trasporti, la tenuta delle aree montane, la possibilità concreta per una famiglia giovane di restare o arrivare in Mugello. Nell’Alto Mugello il tema è ancora più evidente: Firenzuola, Marradi e Palazzuolo sul Senio coprono quasi metà del territorio mugellano, ma raccolgono poco più del 13% della popolazione.

Parlare di denatalità, quindi, significa parlare del futuro del Mugello. Non solo di quanti bambini nascono, ma di quale territorio si sta costruendo per chi dovrà viverci nei prossimi vent’anni.

Ecco un quadro aggiornato e dettagliato sulla presenza straniera in Mugello, basato sulla Nota Statistica dell’Unione dei Comuni del Mugello (agosto 2024, dati al 31/12/2023).

Stranieri residenti in Mugello: i numeri

Al 31 dicembre 2023 la popolazione straniera residente nei 8 comuni del Mugello ammonta a 6.333 unità, pari al 10% della popolazione totale di 63.562 abitanti. Dopo un biennio di calo (2020-2021), la componente straniera è tornata a crescere: +241 unità nel 2022 e +268 nel 2023, saldo che ha contribuito a mantenere positivo il bilancio demografico complessivo del territorio.

Distribuzione per comune

Il comune con il maggior numero di stranieri è Borgo San Lorenzo (1.873), seguito da Scarperia e San Piero (1.097) e Barberino di Mugello (1.207). Nel 2023 gli incrementi più consistenti si sono registrati proprio a Borgo San Lorenzo (+78), Vicchio (+68) e Barberino (+49), mentre l’unico comune in lieve calo è stato Scarperia e San Piero (-18).

Nazionalità prevalenti

Le nazionalità più rappresentate sono:

  • Albanesi: 28,0% del totale stranieri
  • Romeni: 21,1%
  • Marocchini: 5,8%
  • Nigeriani: 3,5%
  • Peruviani: 3,0%
  • Senegalesi: 2,8%
  • Pakistani: 2,4% (in crescita rispetto all’1,7% del 2022)
  • Ucraini: 1,9% (aumentati per l’arrivo di profughi dalla guerra)
  • Cinesi: 1,7%

Albanesi e Romeni insieme coprono quasi il 50% degli stranieri residenti.

Il ruolo demografico degli stranieri

La presenza straniera è fondamentale per la tenuta demografica del Mugello: il saldo naturale (nascite-decessi) è stabilmente negativo da anni, e solo il saldo migratorio — soprattutto straniero — ha evitato un calo della popolazione. La popolazione straniera è molto più giovane di quella italiana: il 56% ha meno di 40 anni (contro meno del 35% degli italiani), concentrandosi nelle fasce lavorative 25-59 anni, contribuendo così sia alla forza lavoro locale sia alla sostenibilità del sistema previdenziale.[uc-mugello.fi]

Tendenza all’invecchiamento

Anche la popolazione straniera mostra però una tendenza progressiva all’invecchiamento: il flusso di nuovi immigrati si è ridotto drasticamente negli ultimi anni, e il nucleo principale (albanesi e rumeni) ha ormai oltre 20 anni di permanenza sul territorio. Il tasso di natalità del Mugello ha toccato nel 2023 il minimo storico di 5,35 nati ogni 1.000 abitanti, valore inferiore sia alla media regionale toscana (5,7) che alla Città Metropolitana di Firenze (5,9).

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