Una sala piena oltre ogni previsione, con persone sedute a terra e altre rimaste in piedi all’ingresso. Domenica 15 febbraio 2026, alla Sala Polifunzionale di Rincine, nel comune di Londa, il convegno dedicato alle osservazioni sul progetto eolico Londa ha registrato una partecipazione che gli organizzatori definiscono significativa.
L’iniziativa, dal titolo Londa, Comune del Parco. Osservazioni al progetto eolico Londa, è stata promossa da Italia Nostra sezione di Firenze e dal Consiglio regionale Toscana dell’associazione, con la collaborazione della Coalizione ambientale TESS, Transizione Energetica Senza Speculazione, e del Comitato Crinali Liberi Londa, insieme a numerose realtà ambientaliste.
Restituire ai cittadini i contenuti della VIA
Obiettivo dichiarato dell’incontro, la restituzione pubblica delle osservazioni tecniche presentate nell’ambito del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale relativo al progetto.
Le osservazioni, pubblicate sulla pagina VIA della Regione Toscana, sono state redatte con il contributo di consulenti tecnici e affrontano aspetti strutturali, ambientali e paesaggistici dell’impianto proposto. Secondo i promotori, gli elementi emersi evidenzierebbero criticità tali da mettere in discussione la compatibilità del progetto con il territorio interessato.
Ad aprire i lavori sono state Lucia Minunno per la Coalizione TESS, Laura Manganaro, presidente di Italia Nostra Firenze, e Francesco Pratesi, presidente del Consiglio regionale Toscana di Italia Nostra.
Le questioni giuridiche e il nodo compensazioni
Tra gli interventi più attesi quello dell’avvocato Michele Greco, che ha analizzato il progetto sotto il profilo normativo.
Nel suo contributo, ha evidenziato l’assenza di dati anemometrici acquisiti in loco, la collocazione di tre delle sei pale nell’area buffer del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, la distanza tra le torri eoliche e le conseguenze sul cosiddetto effetto selva, oltre all’impatto della viabilità di cantiere sui sentieri di crinale.
Sul tema delle compensazioni ambientali, l’avvocato ha richiamato la giurisprudenza vigente, sostenendo che non avrebbero natura patrimoniale concordabile tra amministrazione e società proponente, ma dovrebbero essere definite in sede di Conferenza dei servizi con finalità ambientali.
Rischi geologici, idrogeologici e sicurezza
Ampio spazio è stato dedicato agli aspetti geologici e geomorfologici, illustrati dall’architetto Ruffini sulla base delle osservazioni della geologa Maria Teresa Fagioli e del geologo Michele Ambrosio.
Le analisi hanno riguardato instabilità dei versanti, interferenze con reti idrografiche e sorgenti, impatti acustici e possibili criticità legate alla sicurezza, compresa la gittata degli elementi rotanti e le interferenze con il servizio regionale di elisoccorso e con la navigazione aerea.
Produzione energetica e costi in bolletta
La presidente dell’associazione Amici della Terra, Monica Tommasi, ha concentrato l’intervento sulla congruità tra resa energetica attesa e costi complessivi del progetto, soffermandosi sugli oneri di sistema in bolletta e sulla sostenibilità economica dell’impianto rispetto all’area individuata.
Un punto ripreso anche da altri relatori, che hanno messo in relazione la ventosità dell’Appennino centro settentrionale con i costi ambientali legati alla realizzazione delle infrastrutture necessarie.
Paesaggio, sentieri e patrimonio culturale
Particolare attenzione è stata riservata all’impatto paesaggistico. Attraverso simulazioni tridimensionali e rendering, sono stati illustrati gli effetti visivi degli aerogeneratori sui crinali appenninici, in prossimità del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.
Erica Tedino, per Atto Primo Salute Ambiente Cultura, ha richiamato l’assenza della relazione anemologica e ha segnalato la presenza di ritrovamenti etruschi e di vincoli paesaggistici nell’area.
Per Mountain Wilderness Italia è intervenuto il segretario nazionale Fabio Valentini, che ha evidenziato le ricadute ambientali e sociali dell’industrializzazione eolica in contesti montani.
Il CAI Regione Toscana, rappresentato da Giovanni Berti, ha sottolineato l’importanza strategica dell’area per la rete escursionistica regionale e nazionale, con sentieri storici che attraversano i crinali interessati dal progetto.
Fauna e aree protette
Sul fronte naturalistico, Fabio Borlenghi di Altura ODV ha richiamato la presenza documentata di aquile reali nell’areale coinvolto, evidenziando le difficoltà di mitigazione del rischio per l’avifauna.
Tatiana Bertini, del Comitato No Eolico Industriale Firenzuola, ha invece posto l’attenzione sugli impatti acustici, luminosi e sulle ricadute per la popolazione locale.
Secondo quanto riferito durante il convegno, osservazioni sono state presentate anche da proprietari di casali storici, strutture ricettive, dall’Ente Parco e da Soprintendenze della Toscana e dell’Emilia Romagna, oltre che da altre amministrazioni pubbliche.
Le conclusioni e il quadro più ampio
Le conclusioni sono state affidate a Fabrizia Laroma Jezzi della Coalizione TESS, che ha ribadito la necessità di chiarezza sulle criticità emerse e sulla questione delle compensazioni.
Il dibattito si inserisce in un contesto più ampio, che riguarda il rapporto tra transizione energetica e tutela del territorio in un comune confinante con il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, in una fase in cui la strategia nazionale per la biodiversità al 2030 prevede l’ampliamento delle aree protette.
Il confronto sul progetto eolico Londa resta aperto, con un procedimento autorizzativo ancora in corso e un territorio che chiede di essere coinvolto nelle scelte che ne determineranno il futuro.

