
L’ultima manovra vale 21 milioni di euro: 21 milioni di ristori Covid e contributi a fondo perduto che si sommano ai 34 milioni già stanziati con i vecchi bandi già chiusi e a quelli, altri sei milioni, annunciati nelle settimane scorse e tuttora aperti. Il totale dunque si aggiorna e valgono alla fine oltre 61 milioni di euro i ristori messi in campo dalla Regione Toscana in un anno per venire in soccorso alle attività economiche – micro, piccole e medie imprese, oltre che professionisti – che più hanno sofferto le restrizioni imposte dal contrasto della pandemia in atto. Oltre 19 mila sono state le domande pervenute fino ad oggi, di cui più di 15 mila già finanziate.
Tra i bandi illustrati oggi, il primo ad uscire sarà quello che riguarda i bus turistici: le domande si potranno inviare dal 23 dicembre fino al 21 gennaio. Quindi sarà la volta delle imprese che operano attorno alle fiere: uscirà il 10 gennaio, come quello per chi lavoro nel mondo dei matrimoni e all’organizzazione di eventi privati, e si potrà fare richiesta di ristoro fino al 31 gennaio. La data da segnarsi in agenda per le imprese commerciali, turistiche o della ristorazione dei centri storici (e non solo) è invece il 17 gennaio, con documenti da inviare entro il 4 febbraio.
Bus turistici
La Regione ha stanziato 1 milione e 328 mila euro. Imprese e professionisti che hanno patito nel 2020 perdite di fatturato di almeno il 30 per cento potranno contare su contributi a fondo perduto da un minimo di 5000 fino ad un massimo di 50 mila euro. Chi ha avviato l’attività nel 2020, vista l’impossibilità di poter effettuare un confronto, si vedrà riconoscere il contributo minimo.
Fiere e convegni
Chi lavora all’allestimento di convegni e fiere, che la pandemia ha reso impossibile realizzare per lungo tempo, potrà contare su aiuti da mille a 10 mila euro. Anche in questo caso il requisito per accedere è una perdita, nel 2020 rispetto al 2019, di almeno il 30 per cento del fatturato o dei corrispettivi. La Regione ha stanziato 500 mila euro.

Matrimoni ed eventi
La pandemia ha a lungo sospeso anche le feste private, a partire dai matrimoni. Le imprese dell’indotto, compresi i liberi professionisti – un mondo molto variegato che spazia dai fotografi alle sartorie, dai fiorai a ristoranti e catering, tanto per fare qualche esempio – potranno richiedere un contributo a fondo perduto di 2500 euro. L’aiuto non potrà però essere cumulato con il ristoro per le imprese che lavorano con fiere e convegni, qualora abbiano richiesto anche quello. Per accedere al sostegno occorre aver visto il proprio fatturato diminuito del 30 per cento nel corso del 2020. La Regione ha stanziato 934 mila euro.
Centri storici (e non solo)
Ristori da 2500 euro anche per le attività commerciali e turistiche e per i ristoranti dei centri storici, sempre che abbiano visto ridursi i propri affari tra il 2019 e il 2020 di almeno il 30 per cento. Chi ha avviato l’impresa nel 2020 si vedrà riconoscere un contributo forfettario da mille euro. Nel dettaglio la misura riguarda imprese e professionisti dei centri storici dei comuni toscani, dei comuni termali o dei comuni classificati “zona rossa” tra il 21 marzo e il 17 aprile 2021. L ‘aiuto non potrà essere cumulato con i contributi erogati dai bandi riservati ai comprensori turistici, alle terme e parchi a tema, alle discoteche, a matrimoni ed eventi privati, ai bus turistici o alle imprese che lavorano all’allestimento di fiere e convegni. A disposizione ci sono 18 milioni e 269 mila euro.

I bandi saranno tutti gestiti da Sviluppo Italia, società della Regione Toscana. L’esame delle domanda pervenute sarà conclusa entro trenta giorni dalla chiusura del bando.

