MUGELLO – Chi deciderà dove intervenire sui torrenti del Mugello e, soprattutto, quante delle risorse raccolte sul territorio torneranno effettivamente a essere investite qui? Dopo il voto saltato all’Unione Montana dei Comuni, la convenzione con il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno diventa terreno di scontro politico.
Il centrodestra mette sul tavolo una serie di condizioni prima del trasferimento della gestione idraulica e avverte i sindaci: senza vincoli precisi, il Mugello rischia di perdere potere sulle proprie priorità. A sollevare la questione sono Saverio Zeni e Silvia Castellani, consigliera comunale di Barberino e componente del Consiglio dell’Unione, che chiedono garanzie su investimenti, personale e capacità decisionale.
Zeni: “Il rischio è allontanare il centro decisionale”
Saverio Zeni non nega i possibili vantaggi dell’operazione. Una struttura più grande può mettere a disposizione competenze tecniche specializzate, maggiore capacità di spesa e una gestione più rapida delle procedure, alleggerendo gli uffici degli enti locali.
Il problema, sostiene, è evitare che questo si traduca in una perdita di controllo da parte del territorio.
“Il rischio reale di questa convenzione è la delega in bianco a un centralismo monopolista che allontana il centro decisionale dai bisogni reali del Mugello”, afferma Zeni.
Il timore riguarda soprattutto le caratteristiche geografiche del territorio. Secondo l’esponente del centrodestra, la presenza di numerosi corsi d’acqua minori nelle aree montane richiede interventi capillari che potrebbero avere un peso inferiore nelle priorità di un ente chiamato a gestire un territorio molto più vasto.
Quattro condizioni prima dell’accordo
Zeni propone quindi ai sindaci dell’Unione di subordinare l’accordo all’inserimento di quattro clausole di salvaguardia.
La prima riguarda la tutela delle maestranze locali, prevedendo una priorità per il personale idraulico-forestale del territorio e per le imprese boschive locali negli interventi di manutenzione ordinaria.
La seconda proposta punta a vincolare al Mugello l’85-90% delle risorse raccolte sul territorio attraverso il contributo di bonifica.
Zeni chiede inoltre che il Piano annuale delle opere sia sottoposto all’approvazione preventiva dell’Unione dei Comuni, mantenendo così in capo ai sindaci un potere di indirizzo sulle priorità.
L’ultima condizione riguarda il mantenimento di un presidio tecnico nel Mugello, accompagnato da tempi e standard definiti per gli interventi e da eventuali penalità in caso di mancato rispetto degli impegni.
Castellani: “L’Unione rischia di diventare spettatrice”
Critica anche Silvia Castellani, che concentra l’attenzione sulla possibile perdita del ruolo diretto dell’Unione.
Secondo la consigliera, affidare completamente la gestione idraulica al Consorzio significherebbe ridurre la capacità dell’ente mugellano di incidere sulle priorità del territorio.
Castellani richiama anche il personale attualmente impiegato dall’Unione e la conoscenza diretta dei torrenti e delle criticità locali maturata nel corso degli anni.
Il nodo dei 500 mila euro versati dal Mugello
C’è poi una questione economica. Castellani ricorda che il Consorzio 3 Medio Valdarno conta 117 dipendenti e opera su un’area molto ampia, che comprende territori da Pistoia al Valdarno fiorentino, passando per Firenze e Prato.
In un bacino di queste dimensioni, sostiene, le zone montane e collinari del Mugello potrebbero finire in secondo piano nella distribuzione degli interventi.
Secondo i dati riportati dalla consigliera, dal Mugello arriverebbero attraverso i contributi di bonifica circa 500 mila euro ogni anno. La richiesta è quindi conoscere quale quota di queste risorse venga destinata agli interventi sullo stesso territorio.
La convenzione tornerà sul tavolo dell’Unione
La discussione arriva dopo il mancato voto nell’ultima seduta dell’Unione, quando la mancanza del numero legale ha impedito l’approvazione della convenzione.
L’atto dovrebbe tornare in Consiglio. Il confronto, però, non riguarderà più soltanto il trasferimento delle competenze: sul tavolo ci sono adesso anche le garanzie richieste per mantenere in Mugello risorse, competenze e capacità di indirizzo sulla gestione del reticolo idraulico.

