Città Metropolitana e aree interne. I risultati di una ricerca

La prospettiva “Metro-Montana”: presentato in Città Metropolitana di Firenze uno studio sullo sviluppo integrato tra centri urbani e aree interne e montane. I dati
La ricerca di Lama Impresa Sociale ha coinvolto stakeholder ed esperti locali e nazionali

La prospettiva Metro-Montana (fonte foto Antonello Serino Met - Ufficio Stampa)

La Città Metropolitana di Firenze ha promosso uno studio che esplora le dinamiche di sviluppo delle sue aree interne, montane e extraurbane, con un approccio incentrato sulla prospettiva “Metro-Montana”, cruciale per promuovere l’integrazione e la coesione territoriale, superando la tradizionale divisione tra aree urbane e rurali o montane.

Nella Sala Pistelli di Palazzo Medici Riccardi, sono stati presentati e discussi i risultati intermedi della ricerca “Firenze Città Metro-montana. Indicazioni strategiche per le politiche pubbliche in ottica di sviluppo integrato tra centri urbani e aree interne e montane”, realizzata in collaborazione con Lama Impresa Sociale, che si basa sull’analisi di dati statistici e documenti ufficiali e sul coinvolgimento diretto di stakeholder ed esperti a livello locale e nazionale.
Lo studio è stato presentato dai rappresentanti di Lama con il consigliere delegato alla materia.
Sono emerse proposte di politiche di sviluppo che mirano a creare sinergie strategiche e fanno leva sulle interdipendenze tra le diverse aree. Lo studio, infatti, ha portato alla formulazione di indicazioni per le politiche pubbliche e gli attori istituzionali locali e nazionali, utili non solo per le aree formalmente riconosciute come “interne”, ma anche per quelle caratterizzate da problemi simili di fragilità, come le aree rurali, extra-urbane e a bassa densità abitativa.

Gli abitanti della Città Metropolitana di Firenze che vivono in un territorio classificato come montano sono il 12% della popolazione totale e la superficie classificata come montana è il 36% dell’estensione totale della Metrocittà. Negli ultimi dieci anni la popolazione residente è diminuita del 2,1% nell’area studiata, con Firenzuola, Marradi e San Godenzo che presentano il primato negativo con rispettivamente -10%, -11% e -14%.
Le imprese attive, specializzate soprattutto nel settore primario e industriale/manifatturieri sono 106 ogni 1000 abitanti contro le 120 del resto della Metrocittà. Le abitazioni costano circa 700 euro in meno al metro quadro. Tra i dati analizzati c’è anche la copertura della rete internet: risulta che il 10% della popolazione metro-montana non ha accesso a una connessione.
Lama ha anche analizzato buone pratiche e casi studio di altre aree montane finalizzate al ripopolamento, casi di governance innovativi nella gestione delle foreste e la valorizzazione delle filiere locali e del territorio. Da qui prendono spunto le indicazioni strategiche per le politiche pubbliche che concludono lo studio. Le proposte alle istituzioni emerse sono la creazione di un ufficio specifico per lo sviluppo montano, la creazione di sinergie tra enti per la partecipazione a bandi dei fondi europei e il reperimento di risorse, la gestione condivisa e la valorizzazione del patrimonio forestale, la promozione del turismo lento e sostenibile, la priorità della banda larga, la promozione di sgravi fiscali e incentivi alla residenzialità e alle attività economiche, l’introduzione dei prodotti locali nelle mense pubbliche, le politiche locali per i giovani e la cultura.

In allegato i dati dello studio

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