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Cinipide – Torymus sfida all’OK Corral ?

di Leonardo Romagnoli

Cinipide - Torymus sfida all'OK Corral ?

Il cinipide del castagno sta diventando una vera piaga per la castanicoltura in Italia e anche nel Mugello con perdite sensibili di produttività da parte delle piante  e un netto peggioramento della situazione fitosanitaria già pesantemente compromessa dalla perdurante siccità.

La ormai tristemente famosa “Vespa cinese “ è arrivata nel nostro paese grazie all’importazione di piante da parte di alcuni vivaisti del Piemonte e si è rapidamente diffusa in tutto il territorio nazionale e nella confinante Francia  non avendo il cinipide galligeno nessun nemico naturale nel nostro territorio. Va anche detto che , vista la diffusione  in Italia, non sono da escludere colpevoli vendite di piante già infestate in varie regioni.

Esiste un antagonista naturale del cinipide ed è il Torymus già utilizzato con successo in Giappone dove dopo un certo numero di anni la situazione è ritornata in equilibrio anche se non sono da trascurare le differenti modalità di coltivazione del castagno tra l’Italia e gli altri paesi che rendono l’operazione sicuramente più difficoltosa.

Su questo parassita e sulle possibili soluzioni si studia ormai da alcuni anni con l’investimento di alcuni milioni di euro da parte di enti pubblici e università. 
Le certezze sono due : 1) l’inutilità dell’uso di sostanze chimiche che rischiano solo di peggiorare la situazione; 2) l’inserimento del Torymus sinesis come unico strumento per controllare la popolazione di cinipide.

Già dal 2009 sotto la supervisione dell’università di Torino ,che per prima aveva studiato il problema ,  sono stati effettuati dei lanci di Torymus anche in Toscana che si sono intensificati negli anni anche nel territorio del Mugello e Alto Mugello.
“In base al protocollo  concordato a livello nazionale – scrive la regione toscana- ciascun lancio di Torymus viene programmato a partire dalla metà dell’anno precedente, in base ai monitoraggi sulla diffusione del parassita e sul grado di infestazione attuati dal Servizio Fitosanitario Regionale, alle segnalazioni ricevute dagli Enti e alle successive verifiche dagli stessi effettuate sull’accessibilità dei siti  proposti, sulla disponibilità dei proprietari a collaborare alle operazioni pre e post lancio, sulla effettiva possibilità di espansione dal sito di lancio ad altre aree castanicole limitrofe dell’insetto utile una volta questo si sia definitivamente insediato”.

Inoltre tutte le Regioni stanno creando dei “vivai” per l’allevamento di Torymus e rendersi autonome nelle capacità di intervento e rendere  così più economico il lancio in natura  dell’antagonista del cinipide.

Questo  lo stato dell’arte che è già costato  anni di studi e tanti soldi pubblici per sostenere la ricerca e la sperimentazione.
Adesso invece arrivano in questo ricco mercato i privati in grado di proporre l’antagonista del cinipide “in conformità alle regole vigenti in materia di lotta biologica, con metodologie professionali e scientificamente corrette”(..)Abbiamo contribuito ad incrementare notevolmente  i rilanci di Torymus e allo stesso tempo grazie al nostro lavoro abbiamo finalmente consentito una netta diminuzione del costo , in tutta Italia, per la fornitura del singolo lancio di Torymus”, scrivo i responsabili di questa azienda. Dal loro sito risulta che sono stati effettuati 188 lanci in tutta Italia ed ogni lancio è composto da almeno 100 femmine e 50 maschi. Uno dei promotori è stato tra i collaboratori degli studi effettuati dall’Università di Torino fin dall’apparire del parassita e quindi dovrebbe garantire la serietà scientifica di tutta l’operazione.

Qualche perplessità per la verità però  resta in quanto esistono direttive comunitarie  e decreti nazionali che  vietano l’introduzione intenzionale nell’ambiente naturale di  specie animali e vegetali non autoctone senza autorizzazione dello Stato  che certifichi che non verranno arrecati danni agli habitat naturali né alla fauna né alla flora selvatiche locali.  Le larve di Torymus vengono allevate in apposite aziende oppure più semplicemente si raccolgono i frutti dei lanci effettuati in questi anni dagli enti pubblici? Esiste un listino prezzi per questa attività oppure varia secondo i luoghi e le quantità ordinate?( Si è sentito parlare di prezzi  con oscillazioni di centinaia di euro a lancio).

E’ comprensibile che i castanicoltori cerchino in ogni modo di salvaguardare le loro piante e i loro raccolti ma bisognerebbe stare attenti a non vanificare il lavoro  svolto e la programmazione prevista per debellare il cinipide da parte dei soggetti pubblici che da anni lavorano in questo campo con studi, monitoraggi e produzione di insetti antagonisti. Onde evitare che  la lotta Cinipide /Torymus diventi una specie di Far West è necessario che chi ha potere di farlo detti delle regole certe a cui tutti coloro che hanno a cuore la castanicoltura nel nostro paese devono e dovranno attenersi.

 

 

 

LR

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