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Cimitero Germanico Futa – A che punto siamo

di Leonardo Romagnoli

Dopo ventitré anni di spettacoli, il Cimitero Militare Germanico del Passo della Futa chiude le porte al teatro. La direzione tedesca del Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge, l’associazione che su incarico del Governo Federale gestisce i cimiteri di guerra tedeschi, ha comunicato alla compagnia Archivio Zeta che il 2026 sarà l’ultima stagione di rappresentazioni nel sacrario dell’Appennino, dove riposano oltre 30mila soldati tedeschi caduti nella Seconda guerra mondiale.

La compagnia, fondata a Firenzuola da Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni e oggi attiva soprattutto a Bologna, ha trasformato per più di vent’anni il cimitero in un palcoscenico naturale, portando ogni estate migliaia di spettatori a seguire gli attori tra le lapidi. Un lavoro che nel 2024 aveva ottenuto il Premio Ubu come Progetto speciale. Le ultime repliche, quelle del Processo di Kafka, sono andate in scena fino al 23 agosto. Da parte tedesca la decisione viene motivata con le critiche arrivate da alcuni dipendenti del cimitero e da familiari dei caduti, che ritengono il teatro incompatibile con la natura di luogo di sepoltura e raccoglimento.

La vicenda, seguita da vicino anche da noi, ha rapidamente superato i confini di Firenzuola. In consiglio comunale il gruppo Bene Comune ha presentato una mozione per chiedere un tavolo di dialogo che salvaguardi quello che definisce un rito civile e un patrimonio culturale. La Regione Toscana si è mossa attraverso l’assessora alla Cultura Cristina Manetti, che ha scritto all’Ambasciata tedesca proponendo un incontro tra Volksbund, familiari dei caduti, organizzatori e istituzioni italiane e tedesche, per capire se sia possibile conciliare il rispetto della solennità del luogo con la valorizzazione culturale portata avanti in questi anni. Sulla stessa linea si è espressa la consigliera regionale Serena Spinelli, mentre cresce il coinvolgimento di Comuni e Unione dei Comuni del Mugello.

Resta aperta, al netto delle prese di posizione istituzionali, la domanda di fondo che la vicenda della Futa pone a tutto il territorio: un cimitero di guerra può restare anche luogo di cultura e di educazione alla pace, o la sua natura di sacrario impone che ogni altra attività venga esclusa? Nelle prossime settimane si capirà se il confronto annunciato tra Roma, Berlino e Firenzuola riuscirà davvero a trovare una soluzione, o se il sipario sul Teatro di Marte sia calato per sempre.

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