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Cimitero germanico della Futa, dal 2027 stop agli spettacoli di Archivio Zeta

di Leonardo Romagnoli

Dal 2027 potrebbero interrompersi le rappresentazioni teatrali di Archivio Zeta al Cimitero Militare Germanico del Passo della Futa, dove da oltre vent’anni la compagnia porta avanti un progetto dedicato alla memoria della guerra e alla riflessione sui totalitarismi.

La decisione attribuita al Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge e.V., l’associazione tedesca che si occupa dei cimiteri militari germanici, ha suscitato la reazione di esponenti di Firenzuola Bene Comune, che hanno annunciato una mozione in Consiglio comunale per chiedere l’apertura di un confronto.

Ventitré anni di teatro al Cimitero della Futa

Da 23 anni Archivio Zeta realizza spettacoli all’interno del sacrario della Futa, trasformando il luogo in uno spazio di riflessione sulla guerra e sulle sue conseguenze.

Nel cimitero sono sepolti oltre 30 mila militari tedeschi, molti dei quali giovanissimi. Nel corso degli anni, le rappresentazioni hanno richiamato sulle montagne dell’Appennino migliaia di spettatori, contribuendo a costruire un percorso culturale legato alla memoria europea.

Secondo i promotori della mozione, il valore del progetto risiede proprio nella capacità di riportare l’attenzione sulle singole vite dietro ai numeri e ai nomi incisi sulle tombe.

La decisione di interrompere le rappresentazioni

A preoccupare è la prospettiva di uno stop alle attività teatrali a partire dal 2027.

Nel documento diffuso dopo l’ultima rappresentazione viene contestata l’idea che la tutela della sacralità del luogo debba necessariamente coincidere con l’assenza di attività culturali.

La posizione espressa è che gli spettacoli di Archivio Zeta non rappresentino una mancanza di rispetto nei confronti dei caduti, ma possano invece contribuire a mantenere viva la memoria della guerra.

Mozione in Consiglio comunale a Firenzuola

La questione arriverà ora in Consiglio comunale a Firenzuola. È stata infatti depositata una mozione con cui si chiede all’amministrazione di avviare un’interlocuzione ufficiale con il Volksbund.

L’obiettivo è esprimere la preoccupazione della comunità locale e chiedere formalmente di riconsiderare la decisione prevista per il 2027.

La mozione propone inoltre che il Comune si renda disponibile a collaborare per trovare una soluzione condivisa, capace di consentire la prosecuzione delle attività teatrali nel rispetto delle caratteristiche e della sacralità del sito.

Un progetto sostenuto negli anni dalle istituzioni

Nel corso della sua storia, il progetto teatrale alla Futa ha ottenuto diversi riconoscimenti e sostegni istituzionali.

Tra quelli ricordati dai promotori figurano l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il Premio Speciale UBU, il patrocinio dell’Ambasciata tedesca e il sostegno di Comuni e Regioni.

Un percorso che, secondo chi chiede di salvaguardarlo, ha contribuito anche a creare un legame culturale tra Italia e Germania attraverso il linguaggio del teatro e il tema della memoria.

La richiesta: aprire un dialogo

La volontà dichiarata è quella di muoversi a livello istituzionale mantenendo aperto il confronto con il Volksbund.

I promotori riconoscono l’esigenza di tutelare la sensibilità dei familiari dei caduti e il rispetto dovuto al luogo, ma ritengono che cultura e memoria possano convivere.

Al centro della discussione c’è quindi il futuro di quello che Gianluca Guidotti ha definito un “rito laico”: un’esperienza teatrale che negli anni ha trasformato il Cimitero della Futa in uno spazio di confronto sulla violenza della guerra e sulla necessità di conservarne la memoria.

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