
“La chirurgia fiorentina urgente da mesi è stata spostata nella quasi totalità all’Ospedale di Borgo san Lorenzo, il baluardo Non Covid della terza ondata”. Così Giulio Gori in una articolo sul Corriere Fiorentino in cui si ricorda che mentre tutto sta ripartendo nelle strutture sanitarie ancora non è ripresa del tutto la normale attività chirurgica. “Il problema riguarda in particolare i pochi infermieri disponibili: molti di loro sono ancora impegnati nei reparti e nelle terapie intensive Covid, dove in tutto a domenica scorsa c’erano ancora 560 ricoverati” con un margine di disponibilità che deve tener conto delle eventuali necessità per pazienti vittime di infarti, ictus o incidenti.
Insomma dopo oltre un anno dall’inizio della pandemia sembra ancora irrisolto il problema dell’insufficienza del personale sanitario, costretto spesso a turni massacranti per venire incontro a tutte le necessità del settore sanitario e dell’attività ospedaliera in particolare.
Ancora non si è concluso il concorso che dovrebbe permettere l’ingresso nel sistema sanitario toscano di nuovi infermieri. Le prime prove si sono concluse a fine aprile e gli ammessi all’orale sono circa 2400 che andranno a formare le graduatorie da cui dovranno attingere Asl e aziende ospedaliere.
Quando la situazione ci auguriamo sarà normalizzata sarà doveroso capire quali conseguenze ha avuto la diffusione del covid sulle risposte del sistema sanitario per attività e patologie che non riguardano direttamente il virus e quindi per la salute complessiva dei cittadini.
Intanto una buona notizia riportata nell’articolo parla della ripresa a pieno regime dell’attività di prevenzione oncologica, “gli screening dell’Ispro, dice il direttore Amunni, sono tutti in funzione e abbiamo recuperato i ritardi accumulati col lockdown duro dello scorso anno”.
In questa situazione fa piacere constatare come l’ospedale del Mugello abbia svolto un ruolo fondamentale per garantire una parte dell’attività chirurgica nella Asl Toscana Centro .
LR

