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Causa civile del Ministero contro Cavet

di Leonardo Romagnoli

Tav Mugello-2

La Repubblica di oggi, 8 febbraio, ci informa che il Ministero dell’Ambiente avrebbe avviato una causa civile contro Cavet per i danni ambientali causati dal Consorzio in Mugello durante la costruzione dell’Alta Velocità Firenze- Bologna. In sede penale i responsabili del Consorzio erano stati tutti assolti dopo oltre 10 anni di processo in alcuni casi per sopravvenuta prescrizione.  Il processo penale era incentrato essenzialmente sulla gestione dei materiali di risulta dello scavo delle gallerie che sono stati per la gran parte “smaltiti” nella cave aperte per la realizzazione dell’opera o in altre cave individuate dal progetto. Secondo i magistrati fiorentini lo smarino deve essere considerato un rifiuto e quindi smaltito in apposite discariche e non in cave “apri e chiudi” (come quella di Cardetole a Borgo San Lorenzo per esempio) o in altre cave (Vedi il caso Paterno).  Per questo un’altra accusa rivolta a Cavet consisteva nella mancata bonifica dei siti utilizzati per il deposito dello smarino.
Si tratta di una vicenda che ormai si trascina da oltre 20 anni con interpretazioni anche discordanti in quanto , secondo alcuni, la definizione di rifiuto scatta solo se la presenza di eventuale idrocarburi supera la soglia stabilita dalla legge e il governo e il parlamento sono intervenuti più volte nel corso degli anni per cercare di modificare la norma nel senso più favorevole ai realizzatori di grandi opere. La magistratura fiorentina è sempre stata molto attenta alla vicenda delle terre di scavo anche in relazione alle opere del nodo fiorentino e del sottoattraversamento della città, non risultano invece ci siano mai stati processi simili sul lato emiliano della tratta alta velocità. Ovviamente tra le contestazioni contro il Consorzio un posto di rilievo lo hanno avuto gli impatti dei lavori sui corsi d’acqua del Mugello. tavmugello
La prima udienza della causa civile è prevista per il prossimo 7 marzo e sicuramente verranno richieste ulteriori perizie e consulenze tecniche con tempi che si preannunciano molto lunghi. Nel frattempo il Ministero dell’Ambiente e Cipe  non hanno  ancora erogato tutti i fondi previsti per la mitigazione degli impatti ambientali dall’accordo con la Regione Toscana del 2002. Aspettano forse  l’esito della causa civile?

 

LR

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