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Carenza di personale all’Ospedale del Mugello, la Fp Cgil Firenze denuncia una “situazione drammatica”.

di Leonardo Romagnoli

Riceviamo e pubblichiamo

“Servono assunzioni, servizi a rischio. Occorre fronteggiare con determinazione il rischio di una lenta, ma inesorabile, chiusura del presidio”

Da anni la Fp Cgil Firenze denuncia la drammatica situazione che sta vivendo tutto il personale che lavora nell’Ospedale del Mugello, a causa della mancanza di assunzioni e del fisiologico aumento dell’età media (over 55 anni) dei lavoratori in servizio.

La grave carenza di personale in tutti i servizi ospedalieri non riesce più nemmeno ad essere gestita con la continua richiesta di rientri in straordinario e con le chiamate in pronta disponibilità; l’incessante incremento del numero delle certificazioni, rilasciate dalla Medicina Preventiva, e l’aumento delle richieste di utilizzo dei congedi obbligatori per Legge 104 e di fruizione dei congedi parentali comportano per tutto il personale restante non solo un incremento del normale orario di lavoro, ma soprattutto un indiscriminato aumento dei carichi di lavoro.

La carenza di personale coinvolge ormai ogni profilo professionale presente in ospedale. La recente epidemia influenzale ha messo a nudo le gravi lacune presenti negli organici: in questi giorni ne ha risentito pesantemente la degenza pediatrica dove, a causa dell’assenza per influenza del personale, sono rimasti in servizio solo 3 infermieri dei 12 previsti nell’organico, costringendo il personale infermieristico presente negli altri reparti a coprire le assenze con turni aggiuntivi di lavoro e con un rischio elevato per la sicurezza clinica, dovuto alla mancanza di competenze assistenziali necessarie in un reparto di pediatria.

“Per fronteggiare questa emergenza organizzativa – dichiara Federico Bevilacqua, delegato RSU e responsabile FP CGIL zona Mugello – la nostra organizzazione ha ripetutamente richiesto l’istituzione di un pool aggiuntivo di infermieri e OSS, che permetta almeno di fronteggiare le assenze per congedo di maternità e per le lunghe malattie, e che venga previsto un rinforzo del numero del personale tecnico sanitario ed ostetrico ed in generale nei principali servizi come la Pediatria, le Sale Operatorie, il DEA e la Rianimazione”.

“Non è pensabile che lo scellerato blocco del turn-over pensionistico voluto dal Governo – continua Bevilacqua – sia tutto scaricato sulle spalle dei lavoratori attraverso la continua richiesta di rientri a lavoro. Se non dovessero arrivare le necessarie nuove risorse, l’azienda dovrà presentarci l’elenco dei servizi da chiudere per recuperare il personale mancante. La nostra sigla sindacale è pronta a proclamare lo stato d’agitazione di tutto il personale e la mobilitazione dell’intera cittadinanza, per contrastare le continue violazioni dei diritti contrattuali dei lavoratori, ed impedire la chiusura dei servizi ospedalieri. Per questo lanciamo un appello a tutte le forze della società civile presenti nel territorio per sostenere le ragioni dei lavoratori della sanità pubblica. Per garantire la massima sicurezza delle cure e la qualità dell’assistenza è necessario che nei piccoli presidi ospedalieri collocati lontani dai grandi centri urbani, come è il nostro ospedale, sia prevista una disponibilità di personale più ampia per fronteggiare con determinazione il rischio di una lenta, ma inesorabile, chiusura del presidio”.

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