La Giunta regionale toscana nell’ultima seduta ha approvato una delibera che prevede la caccia in deroga dello storno e del piccione per i notevoli danni causati alle colture agricole da queste due specie. Secondo quanto è scritto nel documento solo lo storno nel periodo tra il 2003 e il 2012 ha causato perdite agli agricoltori per oltre 1.100.000 euro e nel solo 2013 danni per quasi 180.000 euro. A questo vanno aggiunte le numerose situazioni che non vengono denunciate dagli agricoltori e i disagi che questi uccelli, ormai divenuti quasi stanziali, provocano all’interno dei centri abitati.
Prelievi in deroga sono già stati approvati anche negli anni passati in varie località della Toscana che hanno portato all’abbattimento di circa 85.000 storni, nel 2014 secondo le indicazioni pervenute dalle province l’autorizzazione regionale permetterà il prelievo di 60.000 esemplari nelle province di Firenze, Pisa, Pistoia e Siena. La caccia in deroga al piccione non è invece richiesta per la provincia di Firenze ma solo per Lucca, Pistoia e Siena.
Alla base della decisione della regione c’è la constatazione che l’eccessiva presenza di questi uccelli crea danni consistenti ad alcune colture particolarmente importanti per la Toscana come la viticoltura che rappresenta un settore portante dell’economia agricola regionale con un valore economico registrato nel 2012 pari a 329 milioni di euro, corrispondenti al 13% del valore complessivo dei prodotti delle coltivazioni e della zootecnia e “ il comparto dell’olio extravergine d’oliva di alta qualità con 5 denominazioni di origine (DOP e IGP) regolarmente registrate con una struttura produttiva presente sul territorio estremamente frammentata e caratterizzata prevalentemente da piccole o piccolissime aziende che svolgono comunque un rilevante ruolo sia nell’olivicoltura sia dal punto di vista ambientale e paesaggistico con circa 15 milioni di piante di olivo diversamente distribuite sul territorio delle province”. Per questo , scrive la regione , il danno finanziario ingente che subiscono le aziende toscane è sicuramente grave, difficilmente quantificabile e solo parzialmente risarcibile in quanto riferito solo al valore del prodotto in pianta, molto inferiore a quello del prodotto trasformato e senza tenere conto delle perdite di mercato.
Il prelievo in deroga è permesso nei giorni di apertura anticipata della caccia e dal 21 settembre al 14 dicembre con le seguenti modalità:
“a. solo nei vigneti, negli uliveti e nei frutteti a maturazione tardiva, nonchè in prossimità degli stessi per un raggio di 100 metri”
“b. solo in presenza del frutto pendente e negli appezzamenti in cui sono in atto sistemi dissuasivi incruenti a protezione delle colture”
Un’analisi dettagliata – scrive la regione – dei Comuni in cui si sono verificati i danni da storno negli anni scorsi, e in particolare nel 2013, associata alla valutazione specifica delle altre informazioni inerenti le colture danneggiate, la distribuzione temporale dei danni e l’esito della messa in opera di misure di prevenzione, fornisce elementi previsionali tali da individuare con sufficiente ragionevolezza quali saranno i Comuni interessati dai danni,” ma mentre nella parte descrittiva della delibera si ricorda che in provincia di Firenze tra le località interessate dai danni da storni ci sono anche i comuni di Borgo San Lorenzo e Vicchio in Mugello , nella parte deliberativa in Mugello viene confermato il prelievo in deroga solo nel comune di Vicchio.


