Dopo i lavori sulla linea ferroviaria, il sindaco segnala ritardi e soppressioni. Nei commenti cresce la richiesta di interventi concreti
La situazione della linea ferroviaria Faentina torna al centro del dibattito. Il sindaco Leonardo Romagnoli, attraverso un post pubblicato sui social, ha denunciato i continui problemi che stanno interessando il collegamento ferroviario verso Firenze, nonostante la recente conclusione dei lavori sulla rete.
Secondo il primo cittadino di Borgo San Lorenzo, dopo circa un mese di interventi era lecito aspettarsi un servizio più affidabile. I pendolari, invece, continuano a fare i conti con ritardi, cancellazioni improvvise e servizi sostitutivi, sia sulla tratta via Vaglia sia su quella via Pontassieve.
Corse cancellate e ritardi sulla Faentina
Nel suo intervento, Romagnoli richiama alcuni episodi avvenuti negli ultimi giorni. Diverse corse sarebbero state cancellate nella fascia compresa tra le 12.40 e le 16.40, mentre il treno delle 17.40 sarebbe arrivato a Borgo San Lorenzo con circa un’ora di ritardo.
Un problema ai binari ha inoltre comportato la chiusura della Faentina nel tratto delle Caldine, lasciando i viaggiatori nell’incertezza sulla ripresa della circolazione e sull’eventuale attivazione degli autobus sostitutivi.
I dubbi sulle cause dei disservizi
Il sindaco mette in discussione le spiegazioni legate alle alte temperature, osservando che criticità analoghe dovrebbero interessare in modo più esteso anche altre zone del Paese.
Romagnoli ricorda inoltre il recente incontro tra Regione Toscana, RFI e Trenitalia dedicato ai problemi ferroviari della Valdisieve. In quella sede, sottolinea, non sarebbe stato fatto alcun riferimento alle difficoltà che stanno interessando la Faentina, dove i lavori di adeguamento e modernizzazione si sono conclusi da poco.
Nei commenti cresce il malcontento
Il post del sindaco ha raccolto numerose reazioni da parte dei pendolari. Il messaggio più ricorrente è che la solidarietà delle istituzioni non sia più sufficiente.
Diversi utenti chiedono ai rappresentanti del territorio di farsi portavoce delle loro denunce e di comunicare con maggiore chiarezza quali iniziative siano state avviate nei confronti di Regione, RFI e Trenitalia.
Nei commenti emerge un forte senso di abbandono. I viaggiatori sostengono di sentirsi poco tutelati, nonostante paghino regolarmente abbonamenti e biglietti per un servizio che, a loro giudizio, non viene garantito con continuità.
Treni affollati, caldo e spese aggiuntive
Alcuni pendolari raccontano giornate particolarmente difficili, segnate da treni sovraffollati, aria condizionata non funzionante, cancellazioni e ritardi prolungati.
In diversi casi, i viaggiatori riferiscono di aver dovuto sostenere ulteriori spese per raggiungere casa, utilizzando taxi o mezzi alternativi dopo la soppressione delle corse ferroviarie.
Una delle testimonianze ricostruisce un viaggio durato oltre due ore e mezza, tra un treno cancellato, il trasferimento verso un’altra stazione e una lunga sosta prima della ripartenza. Viene inoltre segnalato un tratto percorso a velocità molto ridotta per problemi lungo la linea.
La richiesta di risposte dalla Regione
Molti commenti chiamano direttamente in causa la Regione Toscana, accusata di non esercitare un controllo abbastanza incisivo sul rispetto del contratto di servizio.
Altri ricordano che, al termine dei lavori di potenziamento della Faentina, erano stati annunciati miglioramenti nella regolarità della circolazione, nell’affidabilità dell’infrastruttura e nella gestione del traffico ferroviario.
Alla luce dei disservizi registrati subito dopo la conclusione degli interventi, i pendolari chiedono chiarimenti sui risultati effettivi dei lavori e sui tempi necessari per ottenere un servizio regolare.
“Serve un cambio di marcia”
Il sindaco conclude il proprio intervento chiedendo un deciso cambio di passo. Secondo Romagnoli, la Regione deve pretendere il rispetto degli standard previsti e garantire che gli investimenti pubblici producano benefici concreti.
Dai commenti emerge una richiesta altrettanto netta: non soltanto dichiarazioni di solidarietà, ma azioni verificabili, risposte ufficiali e un confronto diretto con i gestori del servizio ferroviario.
Riusciranno i pendolari ad avere un servizio all’altezza di un paese moderno?

