Il gruppo consiliare interviene dopo la risposta dell’assessore Verdi nel Consiglio Comunale di ieri: «La precedente amministrazione PD ha lasciato un progetto incompleto. Adesso i costi ricadono sui cittadini»
L’interrogazione presentata da Borgo Visione sull’investimento destinato alle cucine del Foro Boario ha portato in Consiglio comunale il confronto sulla progettazione e sui costi dell’opera. L’iniziativa chiedeva chiarimenti sui 170 mila euro stanziati per l’allestimento, sulla programmazione degli interventi e sulla futura gestione della struttura.
Secondo quanto ricostruito in aula dall’assessore ai Lavori pubblici Lorenzo Verdi, il progetto di fattibilità del 2023, predisposto dalla precedente amministrazione, prevedeva esclusivamente l’alimentazione elettrica, senza ricorso al gas naturale. Erano compresi i pannelli fotovoltaici, ma non le batterie di accumulo, necessarie per conservare l’energia prodotta e aumentare l’autonomia dell’impianto.
Gli ambienti destinati alla cucina erano presenti, ma mancavano completamente le attrezzature, non finanziabili nell’ambito dello specifico intervento PNRR. Durante i lavori sarebbero inoltre emerse ulteriori necessità relative agli impianti e agli adempimenti antincendio.
Il quadro economico iniziale comprendeva 900 mila euro provenienti dal PNRR, 90 mila dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e 30 mila dal Comune, per un totale di 1 milione e 20 mila euro. Per completare gli spazi destinati alla ristorazione e alle manifestazioni fieristiche sono poi risultati necessari ulteriori interventi, quantificati complessivamente in circa 285 mila euro.
Tra questi rientra il mutuo da 170 mila euro acceso dall’attuale amministrazione per allestire le cucine e rendere pienamente utilizzabile la struttura.
Come riferito durante il Consiglio comunale, la fornitura delle attrezzature è stata affidata alla As.Tec di Campi Bisenzio, dopo un’indagine di mercato e mediante affidamento diretto sotto la soglia prevista dalla normativa. L’intervento è stato articolato in due fasi, così da consentire la riapertura anticipata del bar rispetto al ristorante, per il quale erano necessari ulteriori adeguamenti impiantistici.
Tra le voci illustrate figurano 60.953 euro per il bar e una prima parte della cucina, 50.138 euro per la seconda fase, 22.152 euro per le strutture temporanee destinate alle sagre e 4.800 euro per le griglie.
Anche la capacità della struttura è stata rivista. Il progetto originario avrebbe consentito di servire circa cento coperti, mentre l’attuale amministrazione ha scelto di portare la capienza a circa duecento, con l’obiettivo di rendere il Foro Boario adeguato a manifestazioni e iniziative di maggiore richiamo. Le griglie, inizialmente ipotizzate all’interno, sono state trasferite in un’area esterna attraverso una variante, non essendo risultata praticabile la soluzione originaria.
«Chi per anni ha presentato il Foro Boario come un fiore all’occhiello dovrebbe spiegare perché non fossero state previste le attrezzature della cucina, una soluzione adeguata per l’alimentazione degli impianti e tutte le dotazioni necessarie allo svolgimento delle manifestazioni», sostiene Borgo Visione.
«Il conto di quelle scelte ricade oggi sui cittadini di Borgo San Lorenzo. A doverne rispondere sono coloro che progettarono e presentarono l’opera come completa, non chi è stato costretto a reperire nuove risorse per renderla realmente utilizzabile».

