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Bonifica : una riforma negativa

di Leonardo Romagnoli

Bonifica : una riforma negativa

Bonifica, Mugello contrario a proposta Regione: così a rischio gli interventi

Per i sindaci è grave errore sottrarre a enti montani titolarità difesa e manutenzione territorio

La Giunta dell’Unione dei Comuni del Mugello, composta da tutti i sindaci del territorio mugellano, prende atto con grande preoccupazione delle linee programmatiche presentate dalla Giunta regionale in merito al riordino del sistema della bonifica in Toscana.

“L’Unione dei Comuni, prima Comunità Montana, da anni esercita nei nostri territori le funzioni di bonifica, con risultati importanti e positivi sotto gli occhi di tutti; si rileva che anche i rapporti con la popolazione, ed in particolare con i proprietari che sono chiamati a versare il contributo di bonifica, hanno raggiunto ormai una condivisione diffusa”.

I sindaci esprimono la propria contrarietà e il proprio dissenso ad una ipotesi di riordino “che, di fatto, cancellerebbe il lavoro fatto in questi anni, diluendo il nostro territorio in un mega comprensorio/consorzio, che necessariamente comporterebbe altre priorità altri parametri di contribuenza, altre tipologie di intervento, riaprendo immediatamente contenzioso con le nostre popolazioni allontanando di converso i centri decisionali dalle nostre comunità. Rileviamo – continuano – che tale impostazione inoltre non permetterebbe più ai sindaci di partecipare con un ruolo effettivamente attivo alla definizione delle priorità operative e del contributo di bonifica, alla decisione sui piani di interveto annuale e pluriennale, con le aggravanti che i sindaci, per il loro ruolo e per il contatto diretto con i cittadini, rimarrebbero sul territorio il riferimento degli utenti e del contenzioso che comunque continuerebbe ad esistere”.

Per questo la Giunta dell’Unione richiede alla Regione la definizione di una proposta che “salvaguardi il patrimonio di esperienza istituzionale e tecnico/operativa realizzata in questi anni e mantenga il livello di “governance” che gli enti hanno fin qui garantito per i propri territori, anche attraverso le istituzioni di un comprensorio di bonifica unitario che erediti e mantenga l’esperienza di gestione delle Unioni dei comuni succeduti alle 17 comunità montane”.

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