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Barberino di Mugello, Silvia Castellani: “La solidarietà all’Iran non si rinvia. Lavoreremo per portare Leila qui”

di Leonardo Romagnoli

L’incontro pubblico “Essere donna nell’Iran di oggi”, che avrebbe dovuto avere come protagonista l’attivista Leila Farahbakhsh, è stato rinviato a data da destinarsi. Una decisione che ha suscitato la presa di posizione della capogruppo di CentroDestra per Barberino, Silvia Castellani.

In una nota, Castellani esprime “forte rammarico” per lo slittamento dell’appuntamento, sottolineando la necessità di garantire spazi di confronto su temi legati ai diritti e alla condizione femminile in Iran.

“Le parole di Leila non possono restare sospese”

Secondo la capogruppo, l’intervento dell’attivista nei giorni scorsi a Firenze avrebbe rappresentato un momento di testimonianza diretta, segnato dal racconto di chi ha familiari che vivono sotto un regime.

“Le parole di Leila sono un grido di dolore che non può restare sospeso. In democrazia tutte le voci devono essere ascoltate e ogni intervento può diventare uno stimolo al confronto”, afferma Silvia Castellani.

La consigliera sottolinea come il tema della libertà e dei diritti delle donne iraniane non possa essere subordinato, a suo avviso, a valutazioni politiche o rinvii organizzativi. “La libertà e il coraggio delle donne iraniane non possono attendere i tempi e i timori della politica locale”, aggiunge.

L’ipotesi di un nuovo evento pubblico

CentroDestra per Barberino annuncia di essersi già attivato per organizzare un nuovo incontro pubblico sul territorio comunale. Castellani parla di contatti avviati con esponenti della comunità iraniana, con l’obiettivo di programmare nel più breve tempo possibile un appuntamento aperto alla cittadinanza.

L’intenzione dichiarata è quella di garantire uno spazio di dialogo alternativo, qualora non fosse possibile utilizzare sedi istituzionali.

“Barberino non deve chiudere le porte a chi ha il coraggio di dire la verità, anche quando è scomoda o rompe gli schemi dei soliti slogan”, dichiara la capogruppo. E aggiunge: “Se il Palazzo Pretorio si chiude, troveremo altri luoghi per il dialogo. Il popolo iraniano che lotta merita ascolto, non rinvii”.

Il tema al centro del dibattito locale

La vicenda si inserisce nel dibattito politico cittadino, dove il rinvio dell’incontro ha sollevato interrogativi sul ruolo delle istituzioni locali nell’ospitare eventi legati a questioni internazionali e ai diritti civili.

Al momento non è stata comunicata una nuova data ufficiale per l’iniziativa originaria. CentroDestra per Barberino ribadisce però la volontà di non archiviare il tema e di riportarlo al centro dell’agenda pubblica.

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