Riceviamo e pubblichiamo
Pur apprezzando l’attenzione del quotidiano, il dibattito sul collocamento delle opere del Maestro Vangi merita una cronaca più completa e meno indulgente verso l’Amministrazione
Siamo lieti che una testata storica come La Nazione, fondata nel lontano 1859, abbia dedicato attenzione al dibattito che anima in questi giorni il Consiglio comunale di Barberino di Mugello. Il tema – la scelta della sede destinata ad accogliere le opere donate dal Maestro Giuliano Vangi – è di evidente rilievo culturale e civico. È giusto che un giornale così autorevole segua con cura le vicende legate a un artista di fama internazionale, la cui eredità rappresenta un patrimonio non solo per Barberino, ma per l’intera comunità fiorentina.
Tuttavia, proprio in ragione del prestigio e della responsabilità che una voce come La Nazione porta con sé, non si può tacere una certa impostazione accomodante dell’articolo apparso nei giorni scorsi, che pur citando le critiche del centrodestra, le relega a un ruolo marginale, quasi accessorio, come se si trattasse di osservazioni di contorno.
Critiche tutt’altro che “all’acqua di rose”
In realtà, le osservazioni avanzate dalle opposizioni non nascono da semplici malumori, ma da elementi concreti e documentati, che sarebbe stato opportuno approfondire con maggiore attenzione. Anzitutto, la sede individuata dall’Amministrazione comunale non risulta al momento agibile, come ha dovuto riconoscere lo stesso assessore Nuti, limitandosi a dichiarare che “i tempi non dovrebbero essere lunghissimi”. Nel frattempo, però, le opere in gesso del Maestro Vangi restano temporaneamente collocate in locali umidi, con tutti i rischi che ciò comporta per la loro conservazione.
A ciò si aggiunge un aspetto economico tutt’altro che marginale: la ristrutturazione dell’edificio scelto, che è interamente di proprietà privata, comporterà un esborso pubblico stimato in circa 120 mila euro. Una cifra rilevante, soprattutto se si considera che l’accordo con i proprietari prevede solo un diritto d’uso della durata di cinque anni. Alla scadenza di tale periodo, il Comune sarà costretto a negoziare un canone di affitto, trovandosi così in una posizione di evidente dipendenza rispetto ai titolari dell’immobile.
In questa prospettiva, appare difficile considerare la decisione dell’Amministrazione una scelta solida e lungimirante. Le perplessità espresse dal centrodestra, dunque, non appaiono affatto pretestuose o di principio, ma poggiano su dati di fatto che meritano di essere rappresentati con completezza, senza attenuazioni o semplificazioni giornalistiche.
Il confronto con le ex Poste e il Centro Civico
Non è irrilevante sottolineare che la soluzione alternativa delle ex Poste – pure presa in esame – avrebbe riguardato un edificio a prevalente proprietà pubblica (metà comunale e metà forestale), dunque più agevole da destinare stabilmente a funzioni culturali.
Sorge spontanea una domanda: davvero non era possibile trovare un accordo in questa direzione?
Ancor più sorprendente è la prospettiva di utilizzare la nuova sede anche come centro culturale per i cittadini barberinesi. Un’esigenza che, di fatto, risulta già soddisfatta dal Centro Civico di via Vespucci, struttura inaugurata dall’allora sindaco Giampiero Mongatti proprio con lo scopo di ospitare mostre, conferenze e iniziative culturali di ampio respiro.
Cui prodest?
Alla luce di questi elementi, il quesito sorge naturale: a chi giova realmente questa scelta?
La domanda, già di per sé legittima in un contesto di trasparenza amministrativa, si accompagna oggi a un invito rivolto alla stampa: quello di rappresentare con equilibrio e completezza tutte le posizioni in campo, senza edulcorare le critiche né sminuirne la fondatezza. Perché, se è vero che il giornalismo ha il compito di informare, è altrettanto vero che un’informazione parziale rischia di apparire come una forma di compiacenza. E in una vicenda che riguarda il patrimonio artistico e identitario di un intero territorio, questo sarebbe un peccato non solo giornalistico, ma culturale.
Alberto Lopez
Consigliere comunale Centrodestra Per Barberino
Coordinatore comunale Forza Italia di Barberino

