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Banti, per decenni cattedrale della salute – Oggi degrado assoluto

di Leonardo Romagnoli

Riceviamo e pubblichiamo

Sabato 9 maggio mattina, nel Parco Mediceo di Pratolino, prove tecniche di risveglio dell’attenzione pubblica sul glorioso Sanatorio “Guido Banti”, all’incrocio fra sanità, ambiente e cultura

Era chiamato da tutti l’ospedale dell’aria bona, il Sanatorio “Guido Banti” di Pratolino, costruito negli anni Trenta del Novecento, abbandonato dopo mezzo secolo di onorato servizio di cura delle malattie polmonari. Ancora oggi si raggiunge da Firenze in un quarto d’ora di servizio pubblico! Al quinto tentativo di alienazione, all’Azienda sanitaria proprietaria non è risultato possibile neppure quasi-regalarlo: base d’asta, per circa 12.000 mq di superficie, 58.000 mc di volumetria e oltre 5 ettari di bosco terapeutico di conifere, poco più di due milioni di euro.

Confinante col Parco Territoriale di Monte Morello — classificato come Sito di importanza comunitaria — così lo presenta il prof. Antonio Paolucci nella Relazione Storico-Artistica allegata al decreto di tutela del 2006: “L’abbondanza di balconi e finestre che si affacciano verso valle e le vetrate dell’ultimo piano, pensate per dar luce alle verande elioterapiche, testimoniano la volontà di utilizzare i benefici influssi della natura circostante a fini terapeutici”.

A quello storico-artistico si aggiunge il vincolo etico-giuridico stabilito attraverso l’atto di donazione che una nota famiglia russa amica di Firenze, i Demidoff, intese sottoscrivere nel 1935 in favore del convalescenziario allora in costruzione: le chiare, fresche e dolci acque che dalle sorgenti di Bivigliano e di Monte Senario scendono a valle attraverso l’Acquedotto Mediceo, e l’acquedotto stesso. All’intervento della medesima casata è dovuta l’acquisizione, nell’Ottocento, del vicino complesso rinascimentale voluto a Pratolino da Francesco I, con le sue meraviglie idrauliche modello di giardini analoghi in Europa, ma ormai abbandonato dopo il tramonto della dinastia. Così come alla lungimirante azione dell’Amministrazione Provinciale di Firenze si deve, a inizio degli anni Ottanta del Novecento, la conservazione in mani pubbliche di quel bene e del suo parco, dal 2013 Patrimonio Mondiale Unesco.

Assume quindi un doppio valore simbolico la scelta, patrocinata dal Comune di Vaglia e dalla Città Metropolitana di Firenze, di ospitare sabato 9 maggio dalle 9 alle 13, nella “Sala Rossa” del Parco Mediceo di Villa Demidoff — programma allegato —, l’appuntamento dedicato da Idra alla riapertura di una finestra di attenzione, e all’avvio di una prospettiva di recupero, dell’ex Sanatorio che, lì accanto, appollaiato col suo luminoso candore sulle colline di Pratolino — così qualcuno ha amato tratteggiarlo —, è facilmente riconoscibile da ogni angolo della piana di Firenze.

Al convegno interverranno — proponendo analisi e scenari — esponenti di ambiti disciplinari diversi e complementari, come il genius loci del sito esige: dall’architetto al sanitario, dallo storico all’ecologo, dal geografo al sociologo. Nella fase conclusiva dell’incontro, esplicitamente dedicata all’ascolto, alla rielaborazione e al confronto, a tutti sarà chiesto di interagire e discutere assieme alla cittadinanza, il cui contributo è considerato essenziale. Perché si esca dal Parco con idee e speranze nuove, che siano stimolo a sviluppi da suggerire e praticare nei luoghi di incontro sul territorio: circoli, scuole, Università, biblioteche; ma anche farmacie, ambulatori, presìdi sanitari. Nel pomeriggio, chi lo desideri potrà partecipare inoltre a una passeggiata lungo l’Acquedotto Mediceo fra Bivigliano e Monte Senario, guidata da Gabriele Baldi, autore della pubblicazione “Il bosco dell’acqua”, in distribuzione al convegno.

In considerazione dell’ampio bacino di utenza che il Sanatorio “Banti” ha provveduto nel tempo a servire, e che dal suo recupero potrà trarre in futuro nuovo giovamento, sono stati naturalmente trasmessi inviti all’appuntamento di sabato alle autorità istituzionali a vario titolo competenti o interessabili, per il contributo prezioso che potranno assicurare al buon esito del percorso proposto: i sindaci della piana di Firenze, del Mugello e dell’Alto Mugello; il presidente e gli assessori della giunta regionale toscana; la direzione dell’Azienda e il direttore amministrativo della USL Toscana Centro; la soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e la provincia di Prato; i ministri della Salute, dell’Ambiente e della Cultura; il prefetto di Firenze.

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