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Associazione vittime del Forteto – Contributi al capo di una setta distruttiva

di Leonardo Romagnoli

Riceviamo e pubblichiamo


Mentre a tutt’oggi molte vittime che all’interno del Forteto hanno versato lacrime e sangue, manipolate, sfruttate e schiavizzate per lunghissimi anni, sono sempre in attesa di giustizia, apprendiamo con sgomento quanto ieri mattina è emerso in Commissione d’Inchiesta Parlamentare Forteto.

Fiesoli, pur avendo moglie e due figli (sono tutti nullatenenti?), è stato recentemente aiutato con i soldi pubblici erogati dall’Unione dei Comuni Valdarno e Val di Sieve per il suo soggiorno presso Villa Altichiero RSA a Padova, dove era ristretto agli arresti domiciliari.

Nonostante il processo a Fiesoli ed ai suoi sodali, le commissioni d’inchiesta parlamentari e regionali, le numerosissime interviste pubbliche, riteniamo gravissimo che ancora non si sia capito che Fiesoli, oltre alle atrocità commesse in danno di moltissime persone, era a capo di una setta distruttiva che negli anni ha avuto condotte criminali e con la quale Fiesoli non ha mai reciso i rapporti. La stessa attuale commissione parlamentare d’inchiesta, in una seduta precedente, ha preso atto di telefonate a Fiesoli presso la struttura di Padova, ricevute da membri della setta.

Pur trattandosi della risibile somma di circa 5.000 euro, non può passare sotto silenzio il brutto gesto di enorme superficialità nei confronti delle vittime.

Peraltro, i comuni dell’Unione Valdarno e Val di Sieve prima facevano parte della omonima Comunità Montana, che comprendeva anche l’attuale Unione Comuni del Mugello; tutte queste entità, nel corso degli anni, hanno erogato contributi a fondo perduto al Forteto per circa 10 milioni di euro, a cominciare dai 6 miliardi e 100 milioni di lire regalati nel 1989 per costruire il caseificio, gioiello della cooperativa considerata evidentemente taumaturgica per minori e disabili dal Tribunale per i Minorenni di Firenze, con il decisivo e sciagurato apporto degli assistenti sociali, degli psicologi e dei politici territoriali che vi si recavano orgogliosi a fare passerella.

Unione dei Comuni Mugello, che in buona compagnia della Regione Toscana, dei Comuni di Vicchio e di Borgo San Lorenzo, oltre alla Città Metropolitana di Firenze, dopo essere stati ammessi nel processo contro Fiesoli e i soci del Forteto come parti civili ed essere stati riconosciuti aventi diritto al risarcimento del danno d’immagine subito (come se non fossero stati loro diretti responsabili di questo disastro!!!), non ci risulta nemmeno abbiano avanzato (salvo la Regione Toscana, dopo essere stata citata dinanzi al Tribunale di Genova da un gruppo di vittime) rivalse nei confronti della cooperativa e degli imputati condannati, pur essendosi quest’ultimi acquistati una tenuta agricola con terreni e fabbricati confinanti con l’abitato di Dicomano.

Ad agosto 2023 abbiamo, per questo, come Associazione delle Vittime, depositato un esposto alla Corte dei Conti, del quale non conosciamo l’esito. Purtroppo, prendiamo atto ancora una volta che il territorio mugellano non ha fatto e voluto fare corretta informazione ai propri cittadini, preferendo rimuovere piuttosto che guardare in faccia la realtà di casa propria.

D’altronde quella realtà, per decenni, è stata definita come un fiore all’occhiello sia dalla politica governante i territori che dalle istituzioni.

Non accettare i fatti accaduti è un segnale d’immaturità grave, cattivo esempio anche per le giovani generazioni. Vergognatevi ed abbiate almeno il pudore di non accampare ridicole giustificazioni!!!

Associazione Vittime del Forteto

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