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Arrestato per bancarotta fraudolenta a Barberino

di Leonardo Romagnoli

I militari della Guardia di finanza hanno eseguito  un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e contestuale sequestro preventivo a carico di un’imprenditore 55enne Stefano Gramigni  di Barberino, indagato insieme alla madre 78enne Maria Bennati, per bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Le indagini hanno permesso di ricostruire gravi fatti di bancarotta fraudolenta commessi nel corso del tempo e finalizzati alla sottrazione di somme dall’azienda operante a Barberino del Mugello nella produzione di impianti di aspirazione industriale.

Per gli inquirenti, nel tempo sarebbero state utilizzate diverse società quali schermi formali per questa  attività delittuosa, di fatto riconducibili agli indagati, ma formalmente intestate nomi fittizzi , anche attraverso società omonime ma con differente codice fiscale.

Fatto sta che tutte le società sono state dichiarate fallite con ingenti debiti nei confronti dell’erario .Per proseguire nell’attività gli indagati avrebbero architettato un“passaggio” del ramo d’azienda, consistente nella produzione di impianti di aspirazione industriale, da una società all’altra, così “svuotando” le varie società che venivano abbandonate al proprio destino “fallimentare”, trasferendo le sedi legali in altre città italiane.

Oltre alla custodia cautelare in carcere disposta nei confronti di G.S., il gip di Firenze Matteo Zanobini ha disposto la misura cautelare interdittiva del divieto di ricoprire incarichi direttivi  di imprese nei confronti della madre B.M. per 1 anno, il sequestro preventivo dell’azienda e delle sue quote societarie, con contestuale nomina di un amministratore giudiziario e dell’immobile di  Barberino del Mugello dove viene svolta l’attività industriale.

Da ultimo il gip ha disposto il sequestro preventivo di somme di denaro e altri beni mobili ed immobili, intestati agli indigati, fino alla concorrenza della somma pari a 2.684.351,14 euro , per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte. Tale importo è la somma dei vari debiti erariali accumulati dalle varie società dichiarate fallite dall’imprenditore ora finito in carcere.

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