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Aree Interne. Capirossi (PD): “Da Irpet fotografia di Valdarno, Valdisieve, Mugello e Val Bisenzio

di Leonardo Romagnoli

 “Per porre un freno allo spopolamento di aree montane o periferiche rispetto ai grandi agglomerati urbani dotati di tutti i servizi la Regione Toscana ha deciso di riservare loro il 30% dei fondi regionali ed europei. Tra le Aree interne su cui si pone l’attenzione c’è l’area Valdarno-Valdisieve-Mugello-Val Bisenzio, che comprende 14 Comuni e una popolazione di circa 92.000 abitanti che nel Rapporto Irpet viene fotografata con punti di forza e difficoltà da sostenere. Per questo non mancherà l’impegno del Partito Democratico per questo territorio”. Questo il commento della consigliera regionale Fiammetta Capirossi (Pd) dopo la presentazione del Rapporto Irpet “Le Aree interne in Toscana, caratteristiche attuali e opportunità di sviluppo”.

“L’area geografica composta da Valdarno, Valdisieve, Mugello e Val Bisenzio – spiega Capiossi – presenta tratti comuni e omogenei tra cui la forte integrazione diretta con l’area metropolitana fiorentina e pratese con un intenso pendolarismo verso i principali centri urbani ma mantiene una forte connotazione legata alle specificità del suo territorio che danno lavoro e identità. Sulle criticità occorre lavorare per dare pari dignità a chi vive qui e non in città, penso ad esempio a questioni come la desertificazione dei servizi pubblici e privati, banche e poste in primis, e il trasporto pubblico, anche in funzione dello scudo verde. La Regione oltre ai finanziamenti propri ed europei cerca di affiancare soluzioni tramite leggi come quella sulla “Toscana diffusa” di prossima approvazione e quella sui “Custodi della Montagna” per migliorare la qualità della vita dei cittadini e valorizzare le peculiarità di questi territori.”

La fotografia di Irpet. Nel documento si evidenzia come in questo territorio gli stranieri residenti siano intorno al 8,2% e la popolazione dell’area è mediamente più anziana con un indice di vecchiaia pari a 123 (numero di over 65  ogni 100  under 25); il 30% degli occupati lavora nell’industria, il 13 nel commercio, il 14,7 nella pubblica amministrazione e nel socio-sanitario. L’area dispone di oltre il 70% di territorio boscato, rappresentando una risorsa fondamentale per l’assorbimento di CO2 e per la filiera del legno.

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