
Il presidente ha precisato che “la proposta di legge propone un disegno organico e snello, dove sono chiaramente individuate funzioni e responsabilità”, anche se non è stato possibile riordinare completamente la materia della difesa del suolo, a causa della riforma statale delle province non ancora completata.
In sintesi: alla Regione l’indirizzo, il coordinamento, il controllo e l’attuazione delle opere strategiche; alle Province la gestione tecnica e amministrativa delle opere, l’attività di programmazione comune, il servizio di polizia idraulica, la realizzazione delle nuove opere di seconda e terza categoria; ai nuovi Consorzi l’attività di manutenzione di tutte le opere idrauliche e di tutto il reticolo idrografico, la realizzazione delle nuove opere di bonifica. Nei territori montani i Consorzi per l’attività di bonifica si avvalgono delle Unioni dei Comuni.
“L’attività di manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua, ma anche dei versanti dove ciò rappresenti un beneficio per il buon regime delle acque, sarà svolta in tutta la regione dei Consorzi di bonifica – ha precisato Ceccarelli – Nell’attuale quadro delle competenze tale attività è già garantita da 65 milioni di euro provenienti dalla contribuenza privata. Si stima che tale valore possa arrivare a 100 milioni di euro con l’estensione del tributo alle zone non ancora coinvolte, ad esempio le città di Firenze e Siena”.
Il numero dei comprensori di bonifica passerà da 41 a 6. Passeranno a 6 da 26 anche i soggetti gestori (Consorzi ed Unioni dei Comuni). Nascerà un unico programma di spesa regionale per la difesa del suolo, che, sulla base del Piano ambientale ed energetico regionale (Paer), individuerà anche le “opere strategiche”, la cui realizzazione è attuata direttamente dalla Regione. All’interno del programma confluiranno i piani di attività dei singoli consorzi, in modo da avere un unico piano regionale di manutenzione e difesa del suolo. Una Conferenza permanente costituita dai presidenti della Giunta regionale e delle Province, da sei rappresentanti dei Comuni, di cui due indicati dai comuni montani, farà da supporto alle funzioni di indirizzo della Regione.
Il presidente Ceccarelli ha infine sottolineato il lavoro svolto in commissione, in particolare sulle articolazioni operative dei consorzi, che devono mantenere ed incrementare il livello dei servizi, sul contenuto delle convenzioni fra i nuovi Consorzi e le Unioni dei Comuni per lo svolgimento delle attività nelle zone montane, sull’obbligo di gestire in forma associata le risorse umane, i servizi amministrativi, le procedure legali e l’attività di comunicazione. (dp)
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