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Alzheimer e disorientamento: testato uno smart body che aiuta i pazienti a ritrovare la strada – VIDEO – Il libro di Michele Bravi

di Leonardo Romagnoli

Il disorientamento spaziale è uno dei segnali più precoci della malattia di Alzheimer. Spesso trascurato nelle fasi iniziali, questo sintomo può invece diventare un potente indicatore comportamentale della progressione della malattia. Oggi, grazie a un innovativo progetto sostenuto da Airalzh Onlus, è stato sviluppato uno smart body indossabile capace non solo di rilevare in tempo reale i segnali del disorientamento, ma anche di intervenire attivamente per riportare il paziente a casa.

Il dispositivo è frutto del lavoro del Dr. Davide Cammisuli, ricercatore dell’Università Cattolica di Milano, ed è stato realizzato grazie a un finanziamento nell’ambito del bando AGYR – Airalzh Grants for Young Researchers, rivolto ogni anno ai giovani ricercatori under 40.

Disorientamento topografico: un sintomo chiave

Il disorientamento topografico, cioè la difficoltà nel muoversi e orientarsi nello spazio, è legato al malfunzionamento di specifici neuroni situati nell’ippocampo e nella corteccia entorinale. Secondo gli esperti, questi neuroni – di posizione, griglia e confine – lavorano in sinergia per generare una sorta di mappa mentale che guida i nostri movimenti.

Come spiegato da Sandro Sorbi, neurologo e Past President di Airalzh Onlus, i neuroni di posizione si attivano quando ci troviamo in un punto preciso, quelli di griglia aiutano a calcolare distanze e direzioni, mentre quelli di confine si accendono quando percepiamo i limiti fisici dello spazio. Quando questo sistema si altera, anche nelle fasi iniziali della malattia, si verificano smarrimenti, confusione e ansia.

Lo studio condotto nel giardino urbano

Lo studio del Dr. Cammisuli ha analizzato, per la prima volta, come il disorientamento possa emergere anche in soggetti con lieve declino cognitivo, già in possesso di biomarcatori per Alzheimer. La ricerca si è svolta in un giardino urbano, ambiente reale e controllato, per simulare la vita quotidiana e valutare la risposta dei pazienti in situazioni di potenziale smarrimento.

Utilizzando lo smart body, i ricercatori hanno potuto monitorare segnali neurovegetativi legati al disorientamento, come la variazione della frequenza cardiaca o il passo incerto. Il dispositivo è dotato di sensori fisiologici, GPS integrato, messaggistica istantanea e sistemi di allerta, strumenti che permettono non solo il monitoraggio, ma anche l’intervento immediato.

Un supporto anche per familiari e caregiver

Uno dei grandi vantaggi dello smart body è la possibilità di monitoraggio da remoto e in maniera non invasiva, utile sia per i medici che per i familiari. In caso di smarrimento o errori nel percorso, il sistema invia un allarme e può aiutare a guidare il paziente verso casa. In questo modo, si riduce notevolmente il rischio di situazioni pericolose, soprattutto nelle fasi ancora gestibili della malattia.

Lo studio apre la strada all’uso del disorientamento topografico come potenziale predittore precoce della malattia di Alzheimer, con importanti implicazioni per la diagnosi anticipata e l’intervento tempestivo.

Altri progetti innovativi sostenuti da Airalzh

Airalzh Onlus continua a sostenere la ricerca scientifica attraverso i bandi AGYR. Oltre allo studio del Dr. Cammisuli, sono stati finanziati altri progetti promettenti. Tra questi, quello della Dr.ssa Alessia Vignoli, dell’Università degli Studi di Firenze, focalizzato sull’identificazione dei rischi attraverso una semplice analisi del sangue con risonanza magnetica nucleare. Un metodo non invasivo che potrebbe rivelare segnali della malattia molto prima della comparsa dei sintomi.

In parallelo, il lavoro del Dr. Andrea Magrì, dell’Università di Catania, mira a sviluppare nuove terapie farmacologiche. La sua ricerca è orientata al contrasto dell’accumulo della proteina β-amiloide, una delle principali responsabili della neurodegenerazione, attraverso una molecola innovativa che punta a ripristinare la funzionalità dei mitocondri.

Il sostegno alla ricerca arriva anche dall’arte

Accanto ai fondi pubblici e privati, Airalzh riceve supporto anche dal mondo artistico. Il cantautore Michele Bravi, con il progetto “Lo ricordo io per te”, ha raccontato la storia dei suoi nonni affetti da Alzheimer per sensibilizzare l’opinione pubblica. Dopo una canzone e un cortometraggio, Bravi ha pubblicato anche un libro – edito da Feltrinelli – disponibile in tutte le librerie italiane dal 30 settembre. Per ogni copia venduta, 1 euro sarà devoluto a sostegno della ricerca Airalzh.

Un impegno concreto per il futuro

Dalla sua fondazione nel 2014, Airalzh Onlus ha investito oltre 4 milioni di euro nella ricerca, finanziando 82 assegni e 37 progetti. Un impegno costante che mira a cambiare il futuro della diagnosi e del trattamento dell’Alzheimer, puntando sull’innovazione, la tecnologia e il talento dei giovani ricercatori italiani.

Progetti come quello del Dr. Cammisuli dimostrano che la tecnologia può offrire strumenti concreti per migliorare la qualità della vita dei pazienti e alleggerire il carico delle famiglie. Uno smart body può diventare, nel prossimo futuro, un alleato quotidiano contro una delle malattie più difficili e diffuse del nostro tempo.


In occasione della Giornata Mondiale Alzheimer, Michele Bravi presenta il progetto Lo ricordo io per te, un tributo ai nonni colpiti dalla malattia. Dopo la canzone e il cortometraggio, il 30 settembre arriva in libreria anche un libro illustrato edito da Feltrinelli. Il ricavato contribuirà a sostenere Airalzh Onlus, associazione che finanzia la ricerca scientifica sull’Alzheimer.

Il libro raccoglie tre storie poetiche e illustrate che raccontano con delicatezza la fragilità della memoria. Le illustrazioni sono firmate da Mauro Balletti. Airalzh ha trasformato il progetto anche in uno spot istituzionale in onda a settembre.

Un’iniziativa che usa l’arte per sensibilizzare e sostenere oltre 3 milioni di persone coinvolte dalle demenze in Italia.

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