“Abbiamo interessato le autorità per capire se ci sia stata disattenzione nella gestione dell’invaso di Bilancino” queste le parole del sindaco di Borgo san Lorenzo Giovanni Bettarini dopo l’esondazione della Sieve nella frazione di Sagginale che ha messo in difficoltà decine di famiglie con allagamenti dei piani bassi e degli scantinati.
Nella giornata di lunedi nonostante la previsione di piogge consistenti è stato infatti deciso di rilasciare acqua dall’invaso di Bilancino per cercare di abbassare il livello del lago che aveva abbondantemente superato la quota di 70 milioni dimetri cubi.
L’immissione in Sieve di migliaia di metri cubi nel primo pomeriggio di lunedi 10 , secondo gli abitanti di Sagginale , ha contribuito in modo determinante a far salire il livello della Sieve con il conseguente allagamento di case e campi. Sia il sindaco che i cittadini si sono chiesti se un’operazione del genere non poteva essere prevista nella giornata di domenica quando il maltempo ha dato una tregua e non ci sarebbero state conseguenze sulle portate del fiume. Bilancino , secondo la protezione civile, dalle 20 di lunedi in poi non operava più nessun contenimento e tuta l’acqua entrata veniva fatta defluire a valle.
“Ma chi governa la diga ? – si chiede il Corrierefiorentino – Ad aprire o chiudere ci pensa Publiacqua che però opera solo dietro alle indicazioni dell’Autorità Idraulica Provinciale(ovvero la Provincia). In teoria esisterebbe una “commissione di tutela “ che coinvolge un’infinità di enti, ma viene consultata solo nei periodi di siccità : quando c’è un’allerta meteo tutto torna in mano alla Provincia”. Bilancino ha una capacità di contenimento di circa 80 milioni di metri cubi di acqua di cui 69 come livello standard per usi idropotabili e superare i limiti potrebbe essere molto pericoloso.
Dalla provincia – sempre secondo quanto riportato dal Corrierefiorentino- ribattono che svasare ogni volta che c’è un’allerta non è possibile : “ bisogna andarci cauti, la pioggia non è mai esattamente localizzabile fino a 6 ore prima” e per i tecnici della provincia il maggior danno non sarebbe dovuto al rilascio in Sieve quanto all’apporto in particolare del Carza a San Piero con un picco di 200 metri cubi al secondo.
La polemica è destinata a durare fino a quando non saranno stabilite le cause esatte delle esondazioni a valle del lago e soprattutto fino a quando non verrà individuato un sistema di gestione capace di coinvolgere enti locali e protezione civile.
( nelle foto l’allagamento a Sagginale e la Stura a Barberino)


