Il bilancio consolidato 2025 di Alia Plures S.p.A. è stato approvato dall’assemblea dei soci con il voto favorevole dell’89,96% del capitale sociale. Un via libera netto, al quale si è contrapposto un fronte di Comuni contrari pari al 3,91%, mentre gli astenuti hanno rappresentato l’1,64% del capitale. A guidare il voto contrario sono stati i Comuni di Campi Bisenzio, Carmignano, Poggio a Caiano e Lamporecchio.
Sulla vicenda interviene il Comitato dei cittadini “Taric sì ma non così – Valdisieve”, che chiede chiarezza ai sindaci di Pelago, Pontassieve e Rufina sulla posizione assunta in assemblea. In assenza di dichiarazioni pubbliche o comunicazioni ufficiali, il Comitato esprime preoccupazione per il possibile allineamento delle amministrazioni locali alla maggioranza societaria.
Secondo il Comitato, il tema non riguarda soltanto l’approvazione di un documento contabile, ma anche le ricadute sui cittadini, in particolare alla luce delle osservazioni contenute nella relazione ufficiale di ATO Toscana Centro.
Tra i punti critici richiamati figurano la “non validabilità” dei costi del servizio, dovuta a documentazione giustificativa ritenuta insufficiente, separazione contabile carente e mancata trasmissione dei dati necessari per l’applicazione delle norme di regolazione. A questo si aggiunge l’aumento dei costi del servizio rifiuti, cresciuti del 10,9% in un anno, passando da 45 a 50 milioni di euro, insieme all’incremento del 71% dei costi indiretti dei servizi comuni aziendali.
Nel mirino anche il forte aumento delle consulenze, salite del 64%, con la richiesta di verificare il loro legame con il progetto Multiutility. Secondo quanto riportato dal Comitato, 3,9 milioni di euro sarebbero già stati bocciati dall’ATO e giudicati non ammissibili in tariffa.
Altro elemento contestato riguarda lo storno dei ricavi, pari a 26,9 milioni di euro, che avrebbe dimezzato l’utile d’esercizio rispetto alla prima versione del bilancio, poi ritirata: da 47,2 milioni a 20,3 milioni. Infine, viene sollevata la questione della distribuzione dei dividendi, con 34,4 milioni di euro prelevati dalle riserve patrimoniali per compensare il calo degli utili, mentre i cittadini continuano a fare i conti con gli aumenti della TARI.
“I Comuni di Campi Bisenzio, Carmignano, Poggio a Caiano e Lamporecchio hanno indicato chiaramente la via della buona amministrazione, dimostrando che non c’erano le condizioni per approvare i conti”, dichiara il Comitato dei cittadini “Taric sì ma non così – Valdisieve”.
“Il silenzio dei nostri rappresentanti locali ci preoccupa: se i sindaci di Pelago, Pontassieve e Rufina avessero avallato questo bilancio con un voto favorevole o con un’astensione passiva, si sarebbero assunti una responsabilità politica enorme davanti alle famiglie del territorio, anteponendo le logiche societarie alla tutela di chi paga le bollette”.
Il Comitato chiede quindi che i sindaci della Valdisieve chiariscano pubblicamente la posizione assunta in assemblea e ne spieghino le motivazioni.
“La trasparenza è un dovere nei confronti dei cittadini. Monitoreremo con rigore ogni passaggio tariffario: non permetteremo che le inefficienze gestionali di Plures e i milioni di consulenze bocciate dall’autorità di controllo vengano scaricati sulla TARI dei nostri Comuni”.
Il nodo, dunque, resta politico oltre che amministrativo. Il bilancio è passato, ma in Valdisieve si apre ora una richiesta di trasparenza: sapere come hanno votato i Comuni del territorio e con quali motivazioni.

