Home » Addio caro vecchio cedro

Addio caro vecchio cedro

di Leonardo Romagnoli

di Aldo Giovannini

Dopo aver vissuto quasi cento anni, dopo aver visto non meno di cinque generazioni di borghigiani, per una
serie di circostanze che non sta a noi elencare, il grande cedro del Libano, vigile sentinella nella piccola piazza
del Poggio a Borgo San Lorenzo, ha cessato di vivere. Nacque nel lontano 1931, quando, prelevato a Grezzano nella tenuta della nobil famiglia svizzera dei Dapples, fu piantato in quel posto proprio sopra le fondamenta di una vecchia e puzzolente latrina (Vespasiano), per andare a ingentilire quella piccola piazzertta dove una volta erano erette le trecentesche mura medievale dell’antico Borgo. Abbiamo letto sui sociale e sui Siti Web tantissime prese di posizioni dei
borghigiani, segno eloquente che l’amarezza e il dispiacere di non vedere più il cedro è tanta. Ma tant’è, se i gli addetti ai lavori e gli esperti del settore hanno diagnosticato che l’albero era malato e quindi pericoloso, anche per la posizione dove si trova, è stato deciso l’abbattimento. Alla nostra, ormai tarda età, siamo cresciuti con il cedro, lo abbiamo visto crescere, per il Santo Natale tutto illuminato augurava Buone Feste ai borghigiani e aveva l’onore di avere ai suoi piedi il monumento che ricorda il sacrificio di 109 concittadini che persero la vita durante il bombardamento aereo del 30 dicembre del 1943. Purtroppo abbiamo visto abbattere tante altre care strutture, che potevano essere salvate. Ne ricordiamo qualcuna;

1) l’Oratorio della Madonna delle Cale in piazza Gramsci, decorato ed ornato dai Chini;

2) Le ciminiere delle Fornaci Brunori, che dovevano restare come archeologia industriale;

3) Le monumentali Logge dei Marroni in piazzale Curtatone e Montanara, per il mercato delle grasce, invidiate da tutto il territorio. Ricordiamo sempre quando un solerte assessore, ci disse dopo le nostre proteste, che verranno abbattute poichè è un edificio costruito ai tempi del ventennio fascista. Furono costruite nel 1889!!;

4) Il grande Silos del Consorzio Agrario, dove generazioni di contadini portavano il grano all’ammasso, senza dimenticarsi la palazzina liberty del Consorzio Antitubercolare, unico nel Mugello.

Ci sarebbero altre cose ma ci fermiamo quì. Tornando sul cedro, si spera che l’amministrazione comunale dopo aver restaurato la seduta chiniana e dopo aver ricollocato il gruppo scultoreo che viene riprodotto proprio in questi giorni in bronzo, possa essere ripiantato un albero; così per continuare una storia per le prossime generazioni.

Foto allegate


Potrebbe anche piacerti

Lascia un commento

Mostra/Nascondi Podcast Player
-
00:00
00:00
Update Required Flash plugin
-
00:00
00:00