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Acque del Mugello, fiumi in buono stato. Bilancino è “sufficiente” sul piano ecologico

di Leonardo Romagnoli

Il monitoraggio effettuato da ARPAT sulle acque superficiali della Toscana restituisce un quadro complessivamente positivo per il Mugello, anche se non ancora definitivo. Il rapporto relativo al 2025 rappresenta infatti il primo anno del triennio di controllo 2025-2027: per diversi corsi d’acqua le analisi dovranno essere completate nei prossimi due anni.

Tra i fiumi e torrenti mugellani che hanno già ricevuto una classificazione ecologica, tutti raggiungono il livello “buono”. Il giudizio riguarda il Santerno nel tratto di valle a Firenzuola, il torrente Elsa a Borgo San Lorenzo, la Sieve nel tratto denominato “Monte Bilancino” a Barberino di Mugello, la Sieve nel tratto medio a San Piero e la Stura, sempre nel territorio barberinese.

Positivi anche i risultati dei singoli indicatori utilizzati da ARPAT. Per il torrente Elsa, ad esempio, l’indice di qualità idromorfologica raggiunge il giudizio “elevato”, con un valore di 0,9. Buoni o elevati risultano anche gli indicatori relativi a macroinvertebrati, diatomee, macrofite, ossigenazione e presenza di nutrienti nei principali corsi d’acqua esaminati.

Dal punto di vista chimico, i tratti già classificati della Stura, della Sieve a monte di Bilancino, della Sieve a San Piero, del Santerno a Firenzuola, del torrente Elsa a Borgo San Lorenzo e del Botena a Vicchio risultano tutti in stato “buono”. Nei punti analizzati non vengono quindi segnalati superamenti tali da determinare una classificazione chimica negativa.

Il dato che richiede maggiore attenzione riguarda l’Invaso di Bilancino. Il lago artificiale ottiene uno stato chimico “buono”, così come sono giudicati buoni il fitoplancton e i risultati relativi alle sostanze pericolose considerate per la valutazione ecologica. Lo stato ecologico complessivo si ferma però alla classe “sufficiente” a causa delle condizioni trofiche dell’invaso. ARPAT ricorda infatti che la classificazione finale viene determinata dall’indicatore con il risultato peggiore.

Una situazione particolare emerge anche per il Botena, nel territorio di Vicchio. Il corso d’acqua presenta un livello elevato per l’indicatore relativo a ossigeno e nutrienti e un buono stato chimico, ma la comunità della fauna ittica viene giudicata “scadente”. Quest’ultimo dato deriva dall’indice sperimentale NISECI e, al momento, non viene inserito automaticamente nel calcolo dello stato ecologico complessivo. Il rapporto non attribuisce al Botena una causa specifica, ma osserva in generale come la fauna ittica possa risentire della presenza di specie alloctone, delle immissioni a scopo sportivo, delle modifiche degli habitat e di altre pressioni ambientali.

Per altri corsi d’acqua del territorio non è ancora possibile formulare un giudizio completo. È il caso del Fistona a Borgo San Lorenzo, del Levisone a Scarperia e, nell’Alto Mugello, del Diaterna e del Rovigo a Firenzuola, del Lamone a Marradi e del Senio a Palazzuolo. L’assenza della classificazione non indica una situazione negativa, ma semplicemente che il monitoraggio dovrà essere completato entro il 2027.

Il quadro mugellano appare dunque favorevole rispetto alla situazione regionale. In Toscana, sui 76 corsi d’acqua per i quali è stato possibile esprimere un giudizio ecologico nel 2025, il 42 per cento risulta in stato buono, il 41 per cento sufficiente, il 13 per cento scarso e il 4 per cento cattivo. Per lo stato chimico, riferito alla sola matrice acqua, il 63 per cento dei punti monitorati è classificato come buono, mentre il 37 per cento risulta non buono.

I dati del Mugello devono comunque essere letti con prudenza: il monitoraggio è ancora parziale e lo stato chimico riportato per i fiumi riguarda l’acqua, senza comprendere il biota. Il bilancio definitivo arriverà soltanto alla conclusione del triennio 2025-2027. Per ora, però, i corsi d’acqua già sottoposti a una valutazione completa superano l’esame, mentre su Bilancino resta da approfondire soprattutto il tema delle condizioni trofiche.

Fonte: ARPAT, “Monitoraggio ambientale dei corpi idrici superficiali: fiumi, laghi e acque di transizione – Anno 2025”, pagine 13-17, 22-27 e 32-40.

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