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L’acqua torna ai Comuni in Toscana: soddisfazione dei sindaci per la gestione pubblica del servizio idrico

di Leonardo Romagnoli

La gestione dell’acqua torna interamente pubblica. Con l’approvazione del documento di indirizzo per l’affidamento in house del servizio idrico all’interno di Plures si apre una nuova fase per i territori toscani coinvolti. Una scelta che, secondo i sindaci di quindici comuni, rappresenta il passaggio definitivo verso la ripubblicizzazione dell’acqua.

La decisione è stata accolta con soddisfazione dai primi cittadini di Agliana, Barberino del Mugello, Borgo San Lorenzo, Calenzano, Campi Bisenzio, Cantagallo, Carmignano, Castelfranco Piandiscò, Gambassi Terme, Londa, Rufina, San Godenzo, Sesto Fiorentino, Vaiano e Vicchio, amministrazioni che negli ultimi anni si erano espresse con forza nel dibattito sull’organizzazione del servizio idrico.

Il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua

L’approvazione del documento segna un passaggio politico e amministrativo significativo. L’obiettivo indicato dai Comuni è quello di arrivare a una gestione dell’acqua interamente pubblica, in linea con quanto espresso dai cittadini nel referendum del 2011.

Per i sindaci coinvolti si tratta di un risultato atteso da tempo. Le amministrazioni hanno ricordato come in questi anni abbiano sempre manifestato contrarietà alla quotazione in borsa della multiutility e al modello di società mista per la gestione del servizio idrico.

La prospettiva della quotazione, che fino a pochi anni fa appariva quasi inevitabile, è stata progressivamente superata nel dibattito politico regionale. Oggi la scelta della gestione pubblica viene indicata come la strada prevalente.

Il ruolo dei Comuni nella gestione dei servizi

Secondo i primi cittadini, il ritorno dell’acqua sotto il controllo diretto dei Comuni rappresenta la configurazione più adatta per rispondere alle esigenze dei territori.

La nuova impostazione punta a riportare le amministrazioni locali al centro delle decisioni sulla gestione dei servizi. L’obiettivo è rafforzare la qualità del servizio idrico e mantenere sostenibili le tariffe per cittadini e imprese.

Il percorso delineato apre quindi una fase in cui i Comuni tornano protagonisti sia nella proprietà sia nella governance delle società che gestiscono il servizio.

Le modifiche allo statuto della società Plures

Il passaggio alla piena gestione pubblica richiederà anche modifiche formali. Per consentire il ritorno della società del servizio idrico sotto il controllo totale dei Comuni sarà necessaria una revisione dello statuto della società Plures.

Tra i cambiamenti previsti:

  • l’eliminazione dei riferimenti alla possibile quotazione in borsa
  • l’introduzione del principio del controllo analogo sul gestore del Servizio Idrico Integrato
  • il rafforzamento del ruolo dei Comuni soci nella governance della società

Questi elementi dovrebbero garantire una maggiore capacità di indirizzo da parte delle amministrazioni locali.

Nuovi strumenti di governance e maggiore controllo

La revisione dello statuto viene considerata anche l’occasione per aprire un confronto politico tra i Comuni coinvolti. L’obiettivo è definire nuovi strumenti di governance all’interno della multiutility.

Tra i temi indicati dalle amministrazioni figurano il rafforzamento dei meccanismi di monitoraggio economico e finanziario, con particolare attenzione a spese e investimenti, e l’introduzione di sistemi che favoriscano una maggiore condivisione degli indirizzi strategici e dei piani industriali tra soci e società.

Nel percorso di riorganizzazione rientrano anche altri punti ritenuti centrali: maggiore trasparenza nella gestione, efficienza amministrativa, tutela dell’interesse pubblico e garanzie per lavoratori e occupazione.

La posizione dei sindaci dei quindici Comuni

A esprimere soddisfazione per il risultato raggiunto sono stati i sindaci dei Comuni di Agliana, Barberino del Mugello, Borgo San Lorenzo, Calenzano, Campi Bisenzio, Cantagallo, Carmignano, Castelfranco Piandiscò, Gambassi Terme, Londa, Rufina, San Godenzo, Sesto Fiorentino, Vaiano e Vicchio.

Le amministrazioni sottolineano come il percorso che porta alla gestione pubblica dell’acqua rappresenti l’esito di anni di confronto politico e istituzionale sul futuro della multiutility e sull’organizzazione del servizio idrico nei territori interessati.


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