Nel mese di febbraio il consiglio comunale di Borgo San Lorenzo si è occupato grazie da un’interrogazione di Borgo Migliore di un progetto promossa dalla Prefettura di Firenze per l’ospitalità di 50 migranti nella struttura dell’ex dormitorio delle ferrovie in via Pietro Nelli. In questa vicenda ci sono alcune considerazioni che mi lasciano abbastanza perplesso e altre che sono condivisibili.
Partiamo da quelle condivisibili : la Prefettura non può operare senza collegarsi alle amministrazioni locali e deve programmare i propri interventi con quelli messi in atto dai comuni e della Regione Toscana privilegiando associazioni e onlus che già operano sul territorio da anni e conoscono meccanismi e procedure per evitare situazioni di possibile conflitto.
Quello che invece non è accettabile è il tono di alcune riflessioni contenute in particolare nell’interrogazione e riprese dalla stampa locale. ”Così l’interrogante sottolinea “che l’area della Stazione è densamente abitata ed è quotidianamente frequentata da centinaia di cittadini e, almeno in estate, da turisti e che l’inserimento di un così consistente numero di immigrati provocherà probabilmente problemi di ordine pubblico e una risposta non positiva dei cittadini”. Perché si considera chi viene nel nostro paese sempre come un “problema di ordine pubblico”? Si tratta di persone che con varie motivazioni fuggono da situazioni di difficoltà non di ergastolani fuggiti da chi sa quale penitenziario.
Se si devono ospitare delle persone perché non utilizzare strutture già adibite a questo scopo invece di andare a collocarle in case di campagna inidonee e lontane da ogni servizio?
Nel caso di Borgo San Lorenzo stiamo parlando di un immobile , ancora in buone condizioni, utilizzato fino a pochi anni fa come dormitorio per i ferrovieri in transito alla stazione di Borgo, con tanto di casieri a tenere in ordine la struttura. Essendo dotato di tutti i servizi adatti all’accoglienza è abbastanza naturale pensare di poterlo riutilizzare a questo scopo. E se ora esiste un’emergenza si cerca di renderla disponibile per cercare di risolverla. Quelli che vengono indicati come difetti sono invece pregi : si trova in una zona facilmente controllabile, vicino ad una stazione ferroviaria, che può permettere di muoversi agevolmente verso Firenze, e all’interno del nucleo abitato per evitare ghettizzazioni e facilitare gli spostamenti.
Stiamo parlando di persone che hanno bisogno del nostro aiuto e che, molto spesso, vorrebbero essere messi in grado di raggiungere familiari o parenti che già vivono in altre parti d’Europa.
“Un’occhiata alle statistiche però dovrebbe farci ragionare più accuratamente su cosa spinge verso l’Italia persone nate altrove(…) come mostrano i dati elaborati dalla Fondazione Leone Moressa di Mestre, quelle motivazioni stanno cambiando negli anni e anch’esse dicono qualcosa di noi( oltre che degli stranieri che vengono da noi). In primo luogo, il numero di ingressi dei migranti con regolare permesso di soggiorno sta crollando. Erano 598.000 mila nel 2010 , ma da allora sono diminuiti anno dopo anno fino a 245.000 l’anno scorso. Questo declino negli afflussi con permesso di soggiorno è così rapido da superare di gran lunga l’aumento delle persone che approdano su barconi di fortuna a Lampedusa o a Vibo Valentia. Gli ingressi di stranieri, contrariamente ad una percezione sbandierata da tanti politici interessati, stanno scemando in Italia. Molti italiani si lamentano per l'”invasione” degli stranieri ma la realtà è che meno persone di prima ritengono che valga la pena venire da noi(…) gli stranieri che arrivano, vengono qui per ragioni diverse da prima. Nel 2009 , per esempio, il 63% delle persone che ottenevano un permesso di soggiorno, lo facevano per ragioni di lavoro. L’avventura italiana aveva motivazioni in primo luogo economiche, era la speranza di inserirsi in un sistema più produttivo di quello che gli stranieri si lasciavano alle spalle. NON più. Nel 2014 i permessi di lavoro sono stati meno di 1/4 dei permessi totali, mentre salgono quelli per il ricongiungimento familiare e aumentano un po’ quelli per motivi umanitari o di richiesta asilo. Per dare un’idea : i permessi per motivi di lavoro sono stati 358.000 nel 2010 e solo 57.000 nel 2014. Difficile anche sentirsi sotto assedio, per la verità, perché l’Italia non sembra più una meta così ambita come si dice ( o si lamenta). Come spesso accade in questo paese, i numeri che riflettono la realtà raccontano una storia diversa da quella di molte figure interessate a distorcerla. Basta leggerli. Forse non lo si fa mai abbastanza”(F.Fubini- Sette del 18.3.16)
Una lunga citazione che è utile per inquadrare il problema, senza voler ridimensionare le preoccupazioni, ma cercando di riportarle in una visione più ampia che dovrebbe farci affrontare i problemi con maggiore serenità. Nonostante tutto l’Europa, e l’Italia con essa, è il luogo più ricco del mondo con qualche problema di natura demografica che non andrebbe sottovalutato se vogliamo garantirci un certo benessere anche in futuro. Non ci sono distinzioni di razza o religione che tengano di fronte ai problemi che abbiamo di fronte compreso quello delle migrazioni, che non cesseranno perché qualcuno cercherà di innalzare nuovi muri o foraggiando nuovi guardiani. SE noi vivessimo nelle loro condizioni faremmo esattamente quello che stanno facendo loro e altre milioni di persone nel mondo : cercheremo una speranza per noi e i nostri figli.
“Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”(Matteo 7,12) E’ la regola d’oro che stabilisce l’amore attivo di ciascuno di noi verso l’altro: una regola presente in tutte le culture della terra, perché elaborata dal “noi insieme” nel cammino di umanizzazione ” ha scritto Enzo Bianchi , ricordando che ” questo imperativo dell’amore dell’altro non è un privilegio di una religione , ma è umano, umanissimo, ispirato da cuore di ogni persona, che è capace di compierlo o di rifiutarlo”. Sono concetti universali che si rifanno alla carità e alla misericordia come fondamenti dell’essere umano. “Misericordia, cuore per i miseri, indica bene la fonte dell’azione del credente verso il prossimo(…) per fare azioni di misericordia sono assolutamente necessari alcuni passi – scrive Enzo Bianchi- Innanzitutto il vedere : non basta guardare, occorre vedere, essere svegli e vigilanti, restare consapevoli che nel quotidiano dobbiamo non solo incrociare l’altro, guardarlo e passare oltre, ma vederlo, con uno sguardo che sappia leggerlo nella sua identità altra da noi, di fratello o sorella in umanità. Conosciuto o sconosciuto l’altro, l’altro va visto come uno uguale a noi in dignità e umanità” solo dal vedere scaturisce 
la carità non invidia, non si vanta,
non si gonfia, non manca di rispetto,
non cerca il proprio interesse, non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
ma si compiace della verità;
Tutto tollera, tutto crede,
tutto spera , tutto sopporta
la carità non verrà mai meno
(San Paolo ai Corinzi)
Anche la politica di questo nuovo millennio avrebbe bisogno di un po’ più di misericordia e carità per comprendere il mondo e risolvere i problemi.
LR

