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Una lettera di Bruno Confortini su Vicchio

di Leonardo Romagnoli

riceviamo e pubblichiamo

Caro direttore,

le chiedo ospitalità per esprimere la mia opinione , da cittadino della Repubblica Italiana ancor prima che da consigliere comunale, su un fenomeno nuovo per il nostro Mugello, almeno che io ricordi: il presunto tradimento di un sindaco ai valori cattolici. E’ quello di cui si sta discutendo  a Vicchio in seguito al voto a maggioranza del Consiglio comunale sulla sentenza di Strasburgo sui simboli religiosi in luoghi pubblici. Il parroco del paese, ma anche altri, ultimo l’amico Paolo Margheri sul Galletto, hanno posto con chiarezza la questione. Può il sindaco Roberto Izzo, da sempre impegnato negli ambienti cattolici, sopportare, senza cadere nel ridicolo e nell’infamia della storia ( come si esprime  Margheri nella sua lunga lettera) un voto come quello del Consiglio comunale di  Vicchio, una maggioranza che  gli vota contro?

Ecco la novità su cui riflettere: una parte di cittadini, magari esigua ma vivace, pone- anche in maniera rozza, ma chiara- il problema di chi debba essere il referente principale del sindaco, se il Consiglio comunale legittimamente eletto o la parrocchia e la fede cattolica, personalmente e legittimamente professata. Mi sembra un punto di discussione da non sottovalutare, che meriti grande attenzione, anche al di la del caso specifico.

Dico la mia: un sindaco deve risponde al Consiglio comunale, agli elettori, alle migliaia di cittadini, alla Repubblica Italiana e alla sua Costituzione, cui ha giurato fedeltà,  non ad altri. Che poi porti i suoi personali e legittimi valori etici anche dentro la sua attività amministrativa, è ovvio, da nessuno contestato  e spesso fruttifero. Ma i referenti sono quelli costituzionali, non una parrocchia o una comunità pastorale, qualsiasi sia la confessione religiosa di riferimento. Se perdiamo questa bussola, torniamo indietro di secoli. Spesso il tentativo di alcune  gerarchie cattoliche è proprio questo. Ma va assolutamente combattuto, Costituzione alla mano. Non solo da Berlusconi dobbiamo difenderci, a volte.

Su questo tema  sarebbe bene che anche i partiti, in questo caso i partiti che sostengono la maggioranza a Vicchio, battessero un colpo, dicessero la loro. E soprattutto difendessero il sindaco Izzo da chi lo tira per la giacchetta, quasi a strappargliela. Il sindaco è sindaco di tutti, ci rappresenta tutti,  e deve poter svolgere il proprio lavoro in piena autonomia, nel libero confronto di idee in Consiglio comunale, com’è stato fino ad oggi e come dovrà essere in futuro.

Da cittadino, ancor prima che da consigliere comunale, mi aspetto che ogni discussione, su qualsiasi tema, stia dentro questa cornice istituzionale e costituzionale; poi ognuno esprimerà le proprie opinioni, i propri valori. Ricordando però che il Consiglio comunale, liberamente eletto dai cittadini, è la sede della democrazia rappresentativa che è la forma dell’agire politico istituzionale che si è data 

la Repubblica Italiana. Chi attacca e scredita un Consiglio comunale e un sindaco da posizioni teocratiche e populiste ergendosi a vero e unico rappresentante del “popolo”, attacca tutto questo.

Attacca

la Costituzione Italiana , aggiungendosi a chi sistematicamente lo fa ogni giorno.

Grazie dell’ospitalità

Bruno Confortini

Consigliere di Sinistre per Vicchio

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