La Tassa di soggiorno un modesto contributo che può servire molto…
proprio al turismo
In queste settimane anche in Mugello è scoppiata la polemica per l’istituzione della Tassa di soggiorno da parte dell’Unione dei Comuni, cosa già avvenuta in quasi tutte le aree della provincia per non parlare di Firenze. I toni come sempre sono apocalittici : inutile balzello, piove sul bagnato.
Cosa prevede il regolamento dell’Unione dei comuni del Mugello e che peso avrà sulla ricettività turistica?
L’imposta di soggiorno potrà essere applicata solo per un massimo di 6 giorni a fronte permanenze inferiori a 30 gg e su massimo 12 per permanenze superiori.
Per gli alberghi si va da 1 euro per 2 stelle, 1,5 euro per 3 stelle, 3 euro 4 stelle. Nei campeggi 1-2 stelle 0,5 euro , 3 stelle 1 euro, 4 stelle 1,5 euro. Le strutture extralberghiere per ospitalità collettiva 0,5 così come gli affittacamere non professionali, quelli professionali 1 euro, gli agriturismi 1 euro così come i residence 2 chiavi.
L’articolo 5 del regolamento prevede però una serie di esenzioni : non pagano la tassa i giovani fino a 14 anni, gli accompagnatori di malati ricoverati presso strutture sanitarie del territorio e l’accompagnatore dei portatori di handicap. Gli studenti e loro accompagnatori in occasione di gite scolastiche riduzione del 50%.
I fondi ricavati dalla tassa dovranno essere destinati a queste finalità.
a) per la promozione turistica : organizzazione del prodotto turistico locale, organizzazione e sviluppo di uffici di informazione turistica, progetti e interventi destinati alla formazione ed all’aggiornamento delle figure professionali, ristrutturazione ed adeguamento delle strutture e dei servizi destinati alla fruizione turistica, con particolare riguardo all’innovazione tecnologica, agli interventi ecosostenibili ed a quelli destinati al turismo accessibile, trasporti pubblici locali;
b) per la manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali, nonché dei servizi pubblici locali attinenti.
Una quota delle risorse sarà trattenuta dall’Unione dei Comuni che esercita la delega per la promozione turistica e altre nove quote ai singoli comuni.
L’unione prevede un introito di 400/500 mila euro indispensabili per continuare a svolgere il ruolo di promozione turistica ,che tanto vantaggio a creato al territorio e ai suoi operatori, in un futuro in cui le risorse pubbliche saranno sempre più scarse. E non c’è niente di male se una parte dei soldi i comuni li utilizzeranno per servizi e manutenzioni uscendo da una logica puramente corporativa e senza scippi per nessuno. Mantenere bene i centri storici, garantire un servizio di biblioteca pubblica durante tutto l’anno, ristrutturare immobili di particolare valore storico e culturale serve a tutti i cittadini e serve anche al turismo.
Senza fare nomi è poi evidente che in molti casi il peso della tassa di soggiorno risulterà ridicolo :
se uno è disposto a pagare da 100 a 195 euro a notte ( e anche di più se si tratta di suite) si spaventa per un euro?
La maggioranza oscilla però tra 50/80 solo pernottamento con differenze in più per l’alta stagione che coincide con il periodo primavera estate. Se una persona o una coppia sono disposti a pagare dai 700 ai 1500 euro a settimana sceglierebbero un altro luogo solo perché risparmierebbero 6 o 12 euro? Verrebbe allora da dubitare della qualità dell’offerta, ma tutti sanno che non è così.
E’ vero invece che la tassa applicata in modo non percentuale ha un peso diverso per le strutture ricettive premiando chi ha prezzi più alti. Infatti in Europa la tassa di soggiorno esiste e viene applicata quasi sempre in modo percentuale ovvero il 5% del costo giornaliero. Se fosse stato così anche in Mugello le cifre sarebbero state però molto più alte di quelle previste.
C’è però un aspetto che può lasciare perplessi ed è dovuto alla tempistica di applicazione della tassa che partirà dal 1 giugno prossimo quando gli operatori turistici hanno già svolto la loro attività promozionale e i soggiorni sono già stati venduti dalle agenzie in Italia e in Europa con prezzi che non prevedevano la tassa con il rischio che quello che è modesto per il turista diventi oneroso per la struttura ricettiva che non se la sentirà di far presente la novità a chi ha già prenotato. Dall’altro lato c’è il rischio di rinunciare a risorse che potranno essere importanti proprio per dare continuità alla promozione turistica svolta prima dalla Comunità montana e ora dall’Unione dei comuni con effetti negativi per tutti. Con il buon senso e il confronto sereno tra associazioni e amministratori potrebbe essere possibile trovare una soluzione che permetta di superare questa fase iniziale per andare poi a regime dal 2013.
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