Salvini, la Meloni, i pipistrelli, i topi cinesi e il coronavirus

Perché si rilancia un’ipotesi abbondantemente e autorevolmente smentita dalla scienza?

[26 Marzo 2020]

www.greenreport.it

Il leader della Lega (ex Nord) Matteo Salvini e la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni hanno fatto in contemporanea qualcosa che due personaggi politici di alto livello che hanno avuto importanti incarichi di governo (Salvini addirittura ministro dell’interno), non dovrebbero fare, soprattutto se, come fanno entrambi, si ispirano al motto “legge e ordine”. I due capi della neo e vecchia destra hanno infatti postato qualcosa che ha molto a che fare con la ricostruzione complottistica della diffusione del coronavirus, spargendo volutamente e deliberatamente disinformazione, paura e rancore, il che forse consente di raccattare o non perdere qualche voto, ma è esattamente quel che non serve in un momento di gravissima crisi nazionale e globale.

Entrambi hanno postato, riprendendola dai social network, la notizia data dal TG Leonardo su RAI 3 nel 2015 che dei ricercatori cinesi (che la avevano resa nota s loro stessi) avevano creato un «superconavirus con pipistrelli e topi!!!», come scrive Salvini, mentre la Meloni intima: «La Cina ha mentito vogliamo la verità», facendo intendere che l’attuale coronavirus COVID-19 è frutto di quella o di un’altra manipolazione genetica simile.

Pur di spargere sospetto, confusione e paura i due gemelli diversi dell’estrema destra sovranista e populista non si fermano nemmeno di fronte al fatto che la possibilità che il COVId-19 sia frutto di una manipolazione in laboratorio per realizzare un virus artificiale è stata ufficialmente e autorevolmente smentita già il 17 marzo da uno studio scientifico che greereport.it ha rilanciato tra i primi in Italia. Una notizia poi data con grande rilievo anche dallo stesso TG Leonardo, ma evidentemente non intercettata con lo stesso interesse dal duo Salvini-Meloni.

Nello studio “The proximal origin of Sars-Cov-2”  pubblicato su Nature Medicine da alcuni tra i più noti e titolati esperti in materia – Kristian Andersen, professore associato di immunologia e microbiologia alla Scripps Research, Robert Garry della Tulane University; Edward Holmes dell’università di Sydney; Andrew Rambaut dell’università di Edinburgh e W. Ian Lipkin della Columbia University – si metteva definitivamente fine alle illazioni (rilanciate come se niente fosse  una settimana dopo da Salvini e Meloni), concludendo che l coronavirus legato alla pandemia Covid-19 «è il prodotto dell’evoluzione naturale. L’analisi pubblica dei dati della sequenza del genoma di Sars-Cov-2 e dei virus correlati non ha trovato prove del fatto che il virus sia stato prodotto in laboratorio o progettato in altro modo». E Andersen confermava: «Confrontando i dati disponibili sulla sequenza del genoma per ceppi di coronavirus noti, possiamo stabilire con certezza che la Sars-Cov-2 ha avuto origine attraverso processi naturali». E che il coronavirus Sars-Cov-2 COVID-19 «è il risultato della selezione naturale e non il prodotto dell’ingegneria genetica».

Commentando i risultati dello studio,  Josie Golding, responsabile delle epidemie al Wellcome Trust UK, aveva detto: «i risultati di Andersen e dei suoi colleghi sono di fondamentale importanza per fornire una visione basata sulle prove rispetto alle voci che circolano sulle origini del virus (Sars-Cov-2) che ha causato la Covid-19. Concludono che il virus è il prodotto dell’evoluzione naturale, ponendo fine a qualsiasi speculazione su una deliberata ingegneria genetica».

In quanto ai cinesi che, secondo l’agente segreta Meloni terrebbero nascosto tutto, erano stati proprio dei ricercatori dell’Accademia delle scienze cinese ad aver ipotizzato per primi che il virus COVID-19 potesse essere stato trasmesso nel mercato di animali di Wuhan da un ricercatore cinese che aveva avuto, in un vicino laboratorio statale, un contatto con un pipistrello portatore di coronavirus, ma anche se così fosse stato – e poi la cosa è stata smentita – non si sarebbe trattato di un animale utilizzato per “fabbricare” virus, ma per studiare le zoonosi che, come sta dimostrando l’attuale pandemia, saranno sempre più frequenti a causa del riscaldamento globale e della distruzione degli habitat che favoriscono la diffusione e il contatto umano con virus che prima sarebbero rimasti confinati in aree remote.

Ma a Salvini e alla Meloni del riscaldamento globale e della distruzione degli habitat non importa una beata mazza e non sembrano nemmeno avere il profilo dell’affezionato spettatore del TG Leonardo, del quale probabilmente hanno visto poco più del frammento di trasmissione del 2015 che hanno usato sconsideratamente per seminare altra disinformazione e paura, come se fossero le uniche cose di cui si nutre la loro politica.

Dei politici avveduti e seri avrebbero forse dato più ascolto alla redazione di Leonardo sui rischi di manipolare virus per aumentarne la pericolosità, ma questo non lo fanno solo i cinesi ma anche statunitensi, russi ed europei e per Salvini e la Meloni non serve a intorbidare le acque perché dovrebbero chiederne conto anche a loro amici e camerati.

Si sa, come direbbe Zaia, che i cinesi mangiano topi crudi e i pipistrelli sono, direbbero i nostri,  topi con le ali, il passo è breve per arrivare a condirli con una spruzzata di salsa al supercoronavirus, utile in tutte le occasioni.

One thought on “Salvini, la Meloni, i pipistrelli, i topi cinesi e il coronavirus

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *