Home » Marchette giornalistiche

Marchette giornalistiche

di Leonardo Romagnoli

Marchette giornalistiche

E’ capitato a tutti di scrivere articoli o recensioni per cercare di mettere in evidenza  l’importanza di un’iniziativa o l’uscita di un libro o disco senza  attingere  al necessario bagaglio critico, ma cercando di valorizzare comunque l’impegno volontario o la capacità creativa di persone con cui  si ha un rapporto di conoscenza diretta o indiretta . Sono un po’ come le recensioni di libri scritti da giornalisti di una testata effettuate da altri giornalisti o critici sulle pagine culturali dello stesso giornale. Altra cosa sono invece gli scritti promozionali fatti passare per articoli di informazione e ormai troppo spesso sui giornali si assiste alla pubblicazione di vere “marchette” per attività che hanno innanzitutto una ricaduta pubblicitaria sullo stesso giornale.

Sono già previsti i “redazionali” pubblicitari che dovrebbero avere un carattere tipografico completamente diverso da quello tradizionale per evidenziarne la natura diversa dall’articolo di informazione e invece sempre più questa differenza si ha difficoltà a coglierla, oppure la coglie solo chi è addetto ai lavori. Ora ci sono articoli che sono di informazione, quindi non pubblicità pagata, che per come sono scritti e per le notizie che contengono sono a tutti gli effetti degli “spottoni”.

Questa è ormai una pratica che parte dalla grande testata nazionale per finire al piccolo quotidiano da poche centinaia di copie. E in estate i freni inibitori scompaiono  come negli ultimi giorni con  testate prestigiose che hanno pubblicato intere pagine per  “informarci” che gli italiani passano le loro vacanze preferibilmente  nei centri commerciali di ogni forma e dimensione con tanto di analisi sociologica di supporto. “Il centro commerciale ricrea la città perfetta”, siamo ormai talmente abituati al falso che  un’affermazione del genere non ci crea nessun imbarazzo e allora via con i numeri 120.000 di qua e 25.000 di là, 53.000 in quel posto e 20.000 al concertino della giovane cantante. Numeri in libertà senza nessun riscontro o addirittura falsi tanto per invogliare chi non sa dove andare in questa sonnolenta estate a fare una capatina in questi centri del consumo sempre aperti anche di notte.  Non  ci sono biglietti a comprovare quanto si dice e anche le poche  foto ci dicono esattamente il contrario dei numeri, ma non si sa a cosa si riferiscono, se sono di repertorio o altro.
Se poi si  ascoltano le testimonianze di chi c’era…….
Il metodo “questura” sbaglia di poco perché più di tot persone per metro quadro non ci possono stare, altrimenti si avrebbero difficoltà anche a respirare con conseguenti svenimenti, di cui non si  sono avute notizie ( come invece avvenuto con Ligabue allo stadio di Firenze).
Se le notizie scarseggiano non sarebbe scandaloso pubblicare giornali con meno pagine inutili, la natura e i lettori ringrazierebbero.

 

lr

Potrebbe anche piacerti

Lascia un commento

Mostra/Nascondi Podcast Player
-
00:00
00:00
Update Required Flash plugin
-
00:00
00:00