Inchiesta pubblica o referendum ?

Inchiesta pubblica o referendum ?

Nelle ultime settimane ho seguito con discontinuità l’inchiesta pubblica sul progetto eolico del Giogo di Villore-Corella ma ho sempre più la sensazione che si stia trasformando in una sorta di referendum sull’ eolico e le rinnovabili e non, come dovrebbe essere, in un confronto sulla sostenibilità ambientale del progetto in fase di realizzazione e gestione e sul suo impatto sul paesaggio di questo tratto dell’appennino.

Il tema è diventato : siete favorevoli o contrari all’eolico? Siete favorevoli o contrari al fotovoltaico ? Siete favorevoli o contrari alle energie rinnovabili?

Altrimenti non si capirebbero una serie di interventi che non conoscendo la localizzazione fanno affermazioni generiche sulla bontà delle rinnovabili e sui ritardi del piano nazionale e regionale sul contenimento delle emissioni di CO2.
Siamo tutti favorevoli al fotovoltaico ma se mi presentassero un progetto per coprire la Pieve di Borgo san Lorenzo o per fare un campo solare di qualche ettaro su terreni agricoli di fondo valle, direi di no. Per una questione economica, culturale e di buon senso.

Lo stesso vale per l’eolico.Perchè nessuno pensa di installare pale di 140 metri sui crinali intorno a Firenze? Non certo per la mancanza di vento ma perchè sarebbe paesaggisticamente inaccettabile.

Nel caso di Villore invece se si cerca di mettere in discussione la localizzazione per le incompatibilità con il Piano di indirizzo territoriale della Toscana, con la convenzione sul paesaggio, con la programmazione zonale e per il pesante impatto dell’opera e dei cantieri su un’area di grande pregio si viene additati quasi come nemici dell’umanità.

Insomma i 29 megawatt di Villore sono il centro della politica energetica dei prossimi 30 anni in Italia e la salvezza delle isole del Pacifico e degli orsi polari. Credete che stia scherzando? Allora leggete quello che ha detto il geografo Pase :Vorrei convocare gli abitanti delle piccole isole oceaniche che l’innalzamento del mare dovuto al riscaldamento climatico rischia di far sparire. Poche persone, mi direte. Bene, allora convoco gli abitanti dei grandi delta fluviali del mondo: del Nilo, del Gange, del Mississippi, dello Yangtse, centinaia di milioni di persone, anch’esse esposte ad inondazioni sempre più frequenti. Poi chiamo a testimoniare le genti del Sahel, i cui volti ho incontrato tante volte. Il cambiamento climatico moltiplica gli eventi atmosferici estremi, le piogge violente e gli intervalli di siccità, complicando la loro già non semplice vita.

E voi che credevate di partecipare ad una valutazione di impatto ambientale. Siete responsabili del futuro dell’umanità, Villore è il centro del mondo e chi si oppone al progetto eolico è un affamatore di popoli e una persona che non pensa alle future generazioni. Perchè chi critica il progetto non pensa alle generazioni future? Lo fa invece chi pensa a trarre vantaggio economico con compensazioni pronto cassa? Non scherziamo. Capisco che gli interessi economici in gioco sono grossi ma non esageriamo dando a questo progetto un valore palingenetico.

Anche Gianni Silvestrini direttore scientifico del Kyoto Club ci ha fatto presente che la Toscana è indietro rispetto a quanto previsto di eolico al 2020 e che ognuno deve fare la sua parte, ma lo ha detto senza conoscere la localizzazione e i problemi che questa comporta. Senza contare che secondo i dati pubblicati dalla sua rivista la Toscana produce 124 MW di eolico mentre Lombardia, Veneto, Trentino e Friuli insieme arrivano appena a 14 Mw e l’Emilia Romagna a 25 Mw. Sono meno ventose della Toscana? Oppure hanno regole più stringenti per cui la veronese AGSM pensa bene di venire a fare affari oltre la Linea Gotica? O qualcuno ha già dimostrato una certa accondiscendenza al progetto trattando compensazioni non ammesse dalla legge?

Per la prima volta dagli anni ’60, la produzione elettrica ottenuta da fonti rinnovabili ha superato, nel mese di giugno 2020, quella ottenuta da combustibili fossili: per l’esattezza il 50,5% del totale è stato ricavato da fonti alternative, grazie anche a piogge abbondanti e al calo della domanda.(Asvis.it)

Questo dato dovrebbe darci le indicazioni per il futuro che non può venire solo dal proliferare di impianti ma dal risparmio e dall’efficienza energetica che sono investimenti che hanno una ricaduta immediata sulle emissioni di CO2 e invece, come ci informa proprio Quale Energia di Sivestrini, c’è un calo preoccupante degli investimenti in efficienza energetica da parte delle aziende.

Si parla tanto di futuro ,di risposte immediate al problema climatico e allora i 29 Mw del parco eolico di Villore possono essere prodotti anche con una capillare installazione di pannelli solari in tutte le aree industriali e artigianali del Mugello e sulle civili abitazioni in un progetto davvero di comunità energetica dove non esiste un solo produttore ma tanti produttori con un vantaggio economico e ambientale per tutti i cittadini… e forse anche per qualche polinesiano.

Leonardo Romagnoli

8.7.19

PS
in questi giorni si è citato spesso a sproposito Bilancino e lo si è fatto anche all’inchiesta pubblica, ma su questo ci torno nei prossimi giorni.

Le opinioni espresse in questo articolo sono personali e non coinvolgono Radio Mugello

 

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