Il Rave party e il pestaggio dei Carabinieri
La grave notizia di cronaca che ha visto come protagonisti tre giovani minorenni e un maggiorenne della provincia di Firenze che hanno percosso violentemente due carabinieri che li avevano fermati per un controllo ogni giorno che passa mi lascia sempre più perplesso , soprattutto per le reazioni dei vari soggetti istituzionali , lasciando perdere i partiti politici che , al di là della doveroso solidarietà, si sono esibiti in uno sciocchezzaio che denota una scarsa conoscenza delle leggi.
La prima perplessità è dovuta alla precisazione che i giovani in questione non stavano tornando dal rave party ma ci stavano andando dopo aver fatto la loro notte brava in locali fiorentini a dimostrazione che causa dello sballo non era il rave party ma , purtroppo l, la normale frequentazione di sale da ballo o simili. Quindi le grida scandalizzate di vari esponenti istituzionali avevano sbagliato bersaglio.
La seconda perplessità è sollevata dall’atteggiamento di importanti esponenti pubblici che hanno chiesto addirittura l’intervento del governo e dichiarato la loro impotenza di fronte ad eventi del genere (il Rave party). Sono due affermazioni totalmente inutili e che , fatte da amministratori pubblici, lasciano ancora più perplessi.
1) qualsiasi attività di intrattenimento musicale o di spettacolo su area pubblica o privata necessità di un’autorizzazione comunale, senza la quale ogni iniziativa può essere interrotta dai carabinieri o anche semplicemente dalla Polizia Municipale. Per situazioni particolari ci sono poi le prerogative del Prefetto che può bloccare per motivi di ordine pubblico manifestazioni del genere ( anche in Mugello i Carabineri su semplice indicazione dei sindaci sono intervenuti almeno un paio di volte ad interrompere balli non autorizzati in area boscate o altro).
2) Oltre alle normative sui pubblici spettacoli esistono le normative sul rumore che ogni comune deve aver recepito nel piano di classificazione acustica e che permettono al sindaco di vietare manifestazioni in contrasto con tale regolamento oppure di concedere le deroghe previste per situazioni particolari.
3) Nessun spettacolo o intrattenimento che viene pubblicizzato attraverso i canali informatici e che prevedono la riunione di un numero consistente di persone può essere considerata evento privato, indipendentemente da dove si svolga.
Capisco lo sconcerto e l’emozione dovuto al fatto ma un amministratore dovrebbe valutare prima gli strumenti che ha a disposizione e applicarli invece di cavalcare dopo una tragedia che con il rave aveva anche poco a che fare.
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