L’acqua è da sempre un argomento sensibile nella discussione pubblica e politica in quanto di tratta di un bene indispensabile alla vita umana che quindi non può essere trattato come una merce. Neppure però può essere considerato cosa di tutti e quindi di fatto di nessuno con costi ambientali insopportabili. Per troppi anni non sono stati fatti interventi di rinnovamento della rete idrica e, secondo alcuni giornali, si perdono nelle tubazioni tra il 20 e il 40% delle risorse idriche potabili.
In Toscana, secondo Repubblica, la rete idrica perde il 27% della risorsa, oltre un litro su quattro di quelli immessi in acquedotto non arriva a destinazione. Per questo gli investimenti in questo settore in un paese normale dovrebbero essere una priorità assoluta e oltre agli acquedotti aggiungiamoci anche le fognature e gli impianti di depurazione che fanno parte del servizio idrico.
Con la legislazione attuale è previsto che tutti i costi del servizio vengano coperti dalla tariffa e quindi anche tutti gli investimenti che i gestori devono fare per migliorare e mantenere la rete e allora siamo passati da tariffe molto contenute(per non dire ridicole) dei primi anni 90 a tariffe che sono aumentate vertiginosamente anche se ancora ben lontane dai livelli di altri paesi europei da sempre molto attenti all’uso delle risorse idriche.
Non voglio qui entrare nel merito della discussione sulla “privatizzazione”, voglio solo far notare che comunque parlare di “stangata” per un servizio di così tale importanza e complessità di sembra davvero fuor di luogo.
L’ato 3 che interessa le province di Firenze, Prato e Pistoia, in cui è inserito anche il Mugello, ha deciso un aumento delle tariffe per il 2010 del 6,5% (1,5 da inflazione programmata e 5 da investimenti) che porteranno ad un incremento dai 6 euro della fascia più bassa (fino a 50-60 mc) ai 31 euro della fascia sopra i 200 metri cubi. La fascia più consistente di utenti è collocata tra i 100 e i 150 mc con incrementi che varieranno tra i 12 e 20 euro per il servizio idrico integrato (acqua, fognatura e depurazione).
L’articolo di Repubblica che si occupa del problema dà poi delle tariffe che non hanno riscontro con i dati ufficiali in quanto parla di 240 euro per 150 mc secondo le nuove tariffe 2010 quando i costi che si possono calcolare dal sito di Publiacqua danno già 279 euro(+iva) nel 2009 che quindi diventeranno circa 299 (+iva) . Se scomponiamo questo costo troviamo che una famiglia di 3 persone che consuma 150.000 litri di acqua in un anno paga 0,81 euro al giorno cioè 27 centesimi a persona. Ovvero il prezzo di un paio di inutili sms. Allora sarebbe più utile una seria discussione sulla creazione di una fascia di consumo “reale” da definire sociale su cui applicare una tariffa contenuta e poi penalizzare proporzionalmente i consumi più elevati con tariffe molto più alte di quelle attuali per penalizzare gli sprechi. Probabilmente questo però non sarebbe sufficiente per coprire tutti gli investimenti necessari al miglioramento del servizio e quindi le risorse andrebbero reperite dalla fiscalità generale. Il resto, secondo me, sono esercitazioni teoriche che non servono a niente.


