La nuova SR 65 e il progetto Cafaggiolo

Nei  mesi scorsi si è tenuta una Conferenza dei Servizi per un’analisi comparativa dei vari tracciati proposti per la SR 65 per  permettere il progetto di recupero turistico della tenuta di Cafaggiolo proposta dall’attuale proprietà che richiede lo spostamento dell’attuale viabilità che diventerebbe ad esclusivo uso interno all’area oggetto della proposta  progettuale.


Ormai di questo intervento del valore di 170 milioni si parla da diversi anni(QUI) e l’unica struttura in via di recupero è la Villa con le annesse scuderie e  anche questo intervento sembra avere tempistiche molto lunghe.  L’unico blocco alla progettazione esecutiva e all’inizio dei lavori sembra rappresentato dallo spostamento della viabilità la cui soluzione non è certo semplice trattandosi della strada principale di collegamento tra il Mugello e l’autostrada e verso il passo della Futa su cui transitano migliaia di mezzi tutti i giorni.
La conferenza dei servizi è stata chiamata a valutare una nuova proposta rispetto all’ultima che aveva trovato il consenso anche dei residenti di san Giusto a Fortuna (sinistra Sieve tra il fiume e il monte Beccai). Si tratta  della “soluzione alternativa G” che a giudizio del redattore dell’analisi “ resta quella che mostra il maggiore equilibrio tra l’impatto ambientale ingenerato, le opportunità di valorizzazione del territorio e la rifunzionalizzazione della rete stradale, anche grazie alla possibile adozione di specifici sistemi di mitigazione ambientale che ne innalzano i costi di costruzione , ma che ne permettono la quasi completa integrazione nel delicato territorio”. Il redattore dell’analisi è però la Cafaggiolo spa ovvero la società che propone  tutto l’intervento di valorizzazione turistica dell’area.
Intanto la competenza sulla SR 65 è tornata all’ Anas  che dovrà quindi condividere questa proposta  e comunicare il proprio parere sulla conferenza dei servizi entro il prossimo 15 settembre.


Il tracciato proposto attraversa comunque  zone tutelate  e solo in fase di progetto preliminare, secondo il settore paesaggio della Regione,  sarà possibile dare un valutazione d’impatti ambientale approfondita in particolare in relazione alle “ opere d’arte necessarie alla realizzazione del tracciato ( ad esempio rilevati e tagli di versante significativi), nonché le opere “accessorie”( ad esempio barriere fonoassorbenti)” che richiederanno opere di mitigazione.
“Nel progetto di fattibilità – dicono sempre i tecnici regionali – particolare attenzione dovrà essere posta al tratto attualmente previsto in galleria artificiale, elemento di criticità sotto il profilo paesaggistico, prevedendo eventuali soluzioni alternative, al fine di ridurre l’impatto su contesto di San Giusto a Fortuna”.

Insomma siamo ancora lontani da una soluzione condivisa e questa ultima proposta rischia di alimentare di nuovo il contenzioso con i residenti. Da segnalare anche  la lettera inviata dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti nella quale si chiede che “ per qualsiasi soluzione adottata dovranno essere garantiti gli accessi, per mezzi pesanti, di cantiere e anche trasporti eccezionali, dalla viabilità pubblica a tutti i collegamenti viari funzionali alla gestione della diga e alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’opera di sbarramento e di tutte le opere accessorie”.

Sulla scelta del nuovo tracciato è stata presentata un’interrogazione all’Unione dei Comuni dal gruppo consiliare “Mugello in Comune” (che raccoglie i rappresentanti alcune liste di sinistra di Barberino, Scarperia e San Piero, Borgo e Vicchio) che chiede alla giunta chi ha individuato il tracciato, su quali proprietà insiste e  se sono necessari espropri e con quali aggravi economici anche rispetto alle ipotesi avanzate dai residenti , considerando che per la variante è previsto un investimento regionale di 9 milioni di soldi pubblici. Il gruppo chiede anche come verrà acquisita l’area dell’attuale viabilità pubblica nella proprietà Cafaggiolo e  a quali costi. Infine il gruppo fa notare che con questo nuovo percorso il castello , che è un bene Unesco, sarebbe precluso ad una visione panoramica per chi transita sulla SR 65. Il nuovo percorso G passerebbe , infatti, dal versante del monte Beccai che guarda Bosco ai Frati.

 

LR
12.9.19

 

 

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