Il bombardamento di Ronta del 25 maggio 1944. La testimonianza di Fulvio Tucci

“La mano di piombo mi stringeva sempre di più il cuore” il bombardamento di Ronta del 1944 nel ricordo di Fulvio Tucci.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

77anni fa , il 25 maggio del 1944, alcuni aerei americani bombardarono l’abitato di Ronta , in particolare la zona del Poggio per colpire la ferrovia e la strada Faentina, che in quel luogo si incrociano, per impedirne l’uso da parte delle truppe nazifasciste.

Le vittime furono 30 ricordate con una lapide che ne riporta i nomi, fra questi Stella Mannini Tucci e Saverio Tucci, madre e fratello di Fulvio Tucci, partigiano della Brigata Rosselli di Giustizia e Libertà, che ricordò quel tragico evento con uno scritto che oggi viene riproposto, a settantasette anni dai fatti, dai figli Nicoletta e Francesco.

Come ricordano nell’introduzione Nicoletta e Francesco la notizia del bombardamento raggiunse Fulvio mentre era impegnato con la sua Brigata nella zona di Moscheta per difendersi da un rastrellamento da parte dei tedeschi. La famiglia Tucci abitava proprio nella zona del Poggio e quindi Fulvio si precipitò in preda all’angoscia verso Ronta , “ correvo – scrive per fare in tempo a gettarmi nella braccia di chi forse poteva attendermi un po’ prima di partire per sempre”.

Dalle pagine scritte da Fulvio Tucci emerge con forza lo strazio nel trovarsi di fronte alle macerie della sua abitazione da cui vennero estratti i corpi della madre e del fratello più piccolo. “La morte della madre e del fratello – scrivo i figli nell’introduzione -, amati oltre ogni misura, impressero in lui un dolore mai elaborato, mai metabolizzato, che lo accompagnò per tutta la sua breve, ma intensa e produttiva vita”.

Il racconto di Fulvio è importante sotto diversi punti di vista : per la ricostruzione storica dell’evento e del ruolo di alcuni protagonisti, per la memoria della famiglia Tucci e non ultimo per la qualità letteraria del testo.

“All’estraneo viandante un mucchio di sassi e di terra indica che c’era un’abitazione(…)per me quelle rovine parlano d’altro, ruderi di un passato prossimo, resti della storia di un piccolo mondo perduto. Le guardo con gli occhi di un superstite, pieni di amarezza, ed esse sotto la forza del ricordo pian piano si ricompongono. Quelle vie, quei cortili si ripopolano di persone amiche e di cose familiari ed ora da tempo non più rivedute”.

Fulvio si era aggregato alla Brigata Rosselli di Giustizia e Libertà e la notizia del bombardamento fu portata da tal Fieramosca che gli disse che la casa era stata colpita e suo padre desiderava che scendesse subito in paese.

“Divoravo i viottoli ricostruendo a ogni passo la scena di pochi giorni prima, rivedevo mia madre scendere con me a braccetto e quando scorsi lontano i ponti distrutti la sentii ripetere “Finalmente si può stare tranquilli e sicuri anche a casa nostra”(…)In pochi secondi un piccolo mondo era scomparso”.

Traspare forte l’amarezza per queste morti assurde come quella di Mita ( Rita Balestri) giovane staffetta della Rosselli che nascondeva in casa documenti segreti. “ Se ne andò nel fior fiore della giovinezza col sorriso sulle labbra, senza maledire coloro che l’avevano uccisa e che tanto aveva desiderato”.

Lo strazio nello scavare alla ricerca dei corpi del fratello Saverio, che stava per salire in montagna a fare la staffetta e della mamma Stella con cui aveva “ fatto tanti sogni insieme cercando di scrutare un futuro !” dopo la guerra e la Liberazione.

“Oh se dallo scrigno fatale del tempo, potessi togliere uno di quei giorni e riviverlo con loro!”- scrive Fulvio al termine del suo toccante racconto – “Essi invece se ne sono andati con gli altri senza dire addio a nessuno”.

Come scrivono i figli di Fulvio “l’ombra di quegli eventi irreparabili avevano cambiato per sempre la sua esistenza” e “impressero in lui un dolore mai elaborato”.

Leonardo Romagnoli

27.5.21

Fulvio Tucci fu negli anni della rinascita industriale del nostro paese il fondatore, insieme ad altri due imprenditori mugellani, della PasTuCol fabbrica di materie plastiche prima a Borgo in via del Pozzino e poi in Pianvallico a Scarperia.

Fulvio Tucci – Fra le rovine quegli occhi li cercai invano- 2021

Francesco Tucci_libretto (copia in pdf scaricabile)

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