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Pinqua : non dire gatto se non ce l’hai nel sacco

di Leonardo Romagnoli

Pinqua : non dire gatto se non ce l’hai nel sacco

Si è generata una certa euforia tra gli enti locali dopo la pubblicazione da parte del ministero della graduatoria dei progetti Pinqua presentati su un bando nazionale del 2020.
Tutti danno per scontato che il finanziamento sia ormai una cosa avvenuta mentre per adesso si tratta solo di una graduatoria di progetti ammissibili. Se fossero stati effettivamente finanziati a questo atto seguirebbe un decreto con cui vengono stanziati i fondi per i singoli progetti ma così non è.

Detto questo, non avrei mai creduto che tutti in progetti della città metropolitana di Firenze, compreso quello del Mugello ,sarebbero risultati finanziabili , come ho avuto occasione di scrivere(https://www.radiomugello.it/blog/blog-romagnoli/ma-lunione-quanto-e-unita/).

Nel frattempo è intervenuto un fatto nuovo e molto rilevante riguardante i fondi disponibili per il bando , che inizialmente erano 853 milioni suddivisi su 13 anni, ed ora invece prevedono l’utilizzo di 2,8 miliardi di euro del , con lo stanziamento iniziale che scende a 400 milioni, per un totale di 3,2 miliardi.

Senza questo apporto di risorse finanziarie sarebbero stati finanziati appena 50 progetti, ma ancora ci sono dei passaggi decisivi da fare per completare l’iter fino alla definitiva approvazione del contributo.
Gli indicatori utilizzati , dalla commissione, per definire la graduatoria dei progetti hanno tenuto conto sia della superficie residenziale che viene recuperata dal progetto, sia della maggiore inclusività sociale che esso genera, anche tramite il coinvolgimento nella successiva gestione dell’intervento da parte del terzo settore. Indicatori di impatto sociale, culturale, urbano territoriale, economico-finanziario e tecnologico sono stati i parametri su cui si è formato il giudizio della Commissione: l’apporto economico di fondi privati, la rispondenza alle politiche territoriali regionali, la sostenibilità ed efficienza energetica e la premialità al consumo di suolo zero hanno costituito alcune delle voci valorizzate dall’apposito programma informatico creato ad hoc.

Già leggendo questa definizione diffusa sul sito del ministero sorge qualche dubbio sulla effettiva valutazione di alcuni progetti che per ora sono solo risultati ammissibili. Ricordo che il 40% delle risorse è comunque riservato a progetti presentati da enti del sud Italia e mancherebbe comunque 1,1 miliardi di euro per finanziare tutte le proposte presentate. I progetti della città metropolitana di Firenze figurano in graduatoria al 106°, 127° e 202° posto. Con punteggi di 34,7, 33,5 e 28,4 su 100 punti disponibili. Gli indicatori di impatto erano i seguenti :ambientale (fino a 15 punti), sociale (fino a 25 punti), culturale (fino a 10 punti), urbano-territoriale (fino a 15 punti), economico-finanziario (suddiviso in attivazione di risorse pubbliche e private e coinvolgimento di operatori privati, complessivamente fino a 25 punti), tecnologico-processuale (fino a 10 punti).

In un esame normale sarebbe stata una sicura bocciatura.

Dovrebbe esserci ancora un decreto ministeriale che assegnerà il 5% delle risorse per completare la progettazione e poi si entra nella fase II del Pinqua che prevede alcuni passaggi fondamentali per poter ottenere il finanziamento effettivo.

Entro 240 giorni i soggetti ammissibili dovranno presentare il progetto esecutivo delle opere che sarà sottoposto ad ulteriore valutazione entro 90 giorni dalla Commissione ministeriale che entro 60 giorni stilerà l’elenco dei progetti definitivamente ammessi a cui farà seguito entro 60 giorni il decreto del Ministero con le proposte definitivamente approvate. Ci vorranno ancora 60 giorni per la firma di un accordo di programma con finanziamento e tempi di realizzazione il cui mancato rispetto comporta la revoca dei fondi.

Detto questo il risultato finora ottenuto va oltre ogni aspettativa e saremmo tutti molto felici se al termine della procedura tutto quello che riguarda il Mugello e la Valdisieve venisse confermato. Prima di vendere la pelle dell’orso bisogna catturarlo non basta avvistarlo.

Leonardo Romagnoli

10.8.21

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