Concerto nell’ex ospedale di Luco e progetto conservativo

Una mattinata all’insegna della grande musica per suggellare l’ingresso della Fondazione del Maggio Musicale nell’operazione di valorizzazione dell’ex ospedale di Luco di Mugello. E’ successo stamani, tra le mura dell’antico complesso a cui la popolazione è molto legata, dove un concerto di musica sacra eseguito dall’orchestra del Maggio ha permesso ai cittadini di accedere nell’ex ospedale e visionare il progetto di restauro conservativo realizzato dagli uffici regionali, oltre ad altro materiale storico. All’evento erano presenti l’assessore regionale al patrimonio insieme al sindaco di Borgo San Lorenzo e al soprintendente della Fondazione Maggio Musicale.

Sottolineando che l’impegno della Regione Toscana per l’alienazione dell’ex ospedale rimane e non si ferma, l’assessore al patrimonio ha ricordato lo stanziamento di 500 mila euro per finanziare il primo lotto di lavori di salvaguardia e recupero delle parti più preziose del complesso e sta predisponendo un progetto per la sistemazione dei tetti e delle facciate. Adesso, ha detto l’assessore, la Regione lavorerà insieme al Comune e alla Fondazione del Maggio per valorizzare questo patrimonio con l’intervento di soggetti privati che siano disposti a investirci non solo economicamente ma anche come bene di grande valore storico architettonico e riaprirlo in alcune parte ai cittadini di Luco.

L’intervento di conservazione sarà appaltato nel 2020 e se ne terrà di conto nel determinare il prezzo dell’eventuale successiva vendita.

Il progetto, in mostra oggi dai locali dell’ex monastero e ospedale, sarà in visione poi nei prossimi giorni in locali messi a disposizione dal Comune di Borgo.

Un po’ di storia

La Regione Toscana è proprietaria del complesso immobiliare dell’ex ospedale di Luco di Mugello, già Monastero Camaldolese di San Pietro. Si tratta di un’importante testimonianza storico – architettonica, a cui la popolazione del Mugello è particolarmente legata anche perché ha rappresentato a lungo il presidio ospedaliero della zona. Una volta dismesso l’ospedale, è stata prevista la valorizzazione del complesso attraverso vendita a possibili investitori privati. L’obiettivo è quello di recuperarlo, sempre nel rispetto del vincolo imposto su di esso dalla Soprintendenza per preservarne le caratteristiche storico- architettoniche, e di arricchire il territorio di una struttura che possa rappresentare anche un volano per l’economia locale.

L’ operazione è stata sviluppata in costante collaborazione con il Comune di Borgo San Lorenzo, con il quale la Regione ha sottoscritto nel 2013, insieme all’allora Provincia di Firenze ed alla Soprintendenza Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici, un Accordo di Programma per il cambio di destinazione urbanistica, da sanitaria a turistico ricettiva, culturale e di servizio. Con la stessa finalità nel 2015 Regione Toscana e Comune di Borgo San Lorenzo hanno sottoscritto un accordo con il quale è stato deciso di inserire nel lotto di vendita dell’ex ospedale anche terreni limitrofi, di proprietà comunale, che l’eventuale investitore acquirente potrà utilizzare a servizio del fabbricato.

Nell’ambito del complessivo piano di risanamento delle fondazioni lirico-sinfoniche, al fine di contribuire alla ripatrimonializzazione della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, la Giunta regionale è stata autorizzata a conferire il complesso immobiliare dell’ex Ospedale di Luco di Mugello al patrimonio della stessa Fondazione.

(fonte Regione Toscana)

 

COMUNICATO DI LUCA MARGHERI, CAPOGRUPPO DELLA LISTA CAMBIAMO INSIEME

Grande successo a Luco per la manifestazione che ha focalizzato l’attenzione sull’ex ospedale. È fondamentale mantenere alta l’attenzione su di una struttura che tanta parte ha nell’identità della popolazione di Luco e di tutto il Mugello. Ora si tratta di trovare una destinazione vera e perseguirla con ferma determinazione, altrimenti il degrado riprenderà il sopravvento. Intanto vanno bene gli stanziamenti per un minimo di conservazione.

Siamo particolarmente contenti perché è grazie agli esposti alla Corte dei Conti e alla Procura di cui siamo stati promotori,  insieme alle tante persone che lo hanno firmato, che la Regione toscana è stata costretta ad intervenire e quindi l’odierna manifestazione ha potuto svolgersi.

Per onore della verità va detto  che l’esposto non ricevette la firma del sindaco Paolo Omoboni, probabilmente attento a non turbare personaggi regionali che potevano aiutarlo nella sua carriera.

E qui sta una questione politica fondamentale per Borgo: chi l’amministra deve essere libero, non subordinare le sue azioni ad equilibri che nulla hanno a che fare con le aspirazioni e gli interessi delle persone.

Speriamo che questo ragionamento contribuisca a scelte elettorali consapevoli.

Comunicato Borgo in Comune

L’ex monastero ed ex ospedale di Luco di Mugello riapre per un giorno con un concerto di musica sacra ( che si è tenuto però nella chiesa) e con una vista al chiostro e la Regione torna a parlare di “operazione di valorizzazione”. Ne saremmo tutti felici ma in realtà si è assistito all’ennesima manifestazione dal sapore pre elettorale su un problema molto sentito dalla comunità luchese in particolare e da quella mugellana in generale.
L’iniziativa promozionale è servita anche a stemperare le polemiche suscitate dalla decisione della Regione di cedere l’ex monastero alla Fondazione del Maggio Musicale , che aveva bisogno di ripatrimonializzarsi mettendo a bilancio il valore dell’immobile, dopo il fallimento delle varie aste in cui l’ex ospedale era stato posto in vendita con la possibilità di una sua destinazione anche turistica.

Il problema vero è che il monastero camaldolese versa in condizioni di degrado molto avanzato e solo in questi giorni è stato presentato un progetto di restauro conservativo con l’investimento di 500 mila euro da parte della Regione. Progetto che però vedrà la sua attuazione solo nel 2020 nonostante siano anni che vengono richiesti interventi urgenti per evitare situazioni irreversibili con cedimenti di alcune parti dell’ex convento.
Altri 12 mesi di attesa, altri 12 mesi per cercare di venderlo? Si poteva e si può usare questo tempo per promuovere un concorso di idee sul futuro dell’immobile? O l’opzione privata e turistica rimane l’unico sbocco per rendere questa struttura viva e a servizio del territorio?
Fino ad adesso non è stato così e forse bisognerebbe valutare l’opportunità di percorrere altre strade.

Borgo in Comune

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