Un “Contratto di fiume” per il Carza

Un Contratto di fiume per il Carza

Il comune di Scarperia e San Piero ha presentato un progetto sul bando regionale per i contratti di fiume riguardante il torrente Carza nel quale sono coinvolti anche il comune di Vaglia e l’unione dei Comuni del Mugello. Altri attori del progetto saranno l’Auser, La Pro Loco e la Polisportiva San Piero a Sieve, L’Istituto Comprensivo e Associazioni e Comitati di Volontariato.

Le amministrazioni comunali (Comune di Scarperia e San Piero – Comune di Vaglia – Unione dei Comune Montani del Mugello) sono consapevoli delle criticità sociali e ambientali provocate dall’assenza prolungata del deflusso minimo vitale nel torrente Carza. Vogliono quindi sviluppare tutte le possibili strategie per mitigare per quanto possibile l’effetto di questa alterazione dell’equilibrio idrologico-idraulico del bacino sia in termini concreti (limitare per quanto possibile il periodo di secca) sia in termini di percezione circa l’attenzione che viene rivolta alla salute ambientale del torrente. Le amministrazioni comunali non hanno competenze dirette che possano esercitare nell’ambito della gestione fluviale ma possono utilizzare, anche in senso verticale, un’azione di stimolo presso gli enti territoriali preposti alla gestione idraulica (Autorità di Bacino, Consorzi di Bonifica) e all’utilizzo delle acque (Publiacqua).
Le amministrazioni comunali possono inoltre rappresentare un valido appoggio per chiunque voglia approfondire in modo rigoroso le tematiche ambientali legate alla salute degli ecosistemi fluviali, incoraggiando le azioni positive tese al miglioramento del contesto idraulico.

Obiettivi:
-condivisione da parte degli attori (pubblici – privati – associazioni) coinvolti del metodo di lavoro proposto;

-acquisizione della piena consapevolezza delle problematiche in campo;
-creazione di un clima di fiducia tra gli attori per l’individuazione delle soluzioni ai problemi; definizione di una possibile “visione del Fiume” ;

-identificazione di linee d’azione per agire sul fiume;

-sottoscrizione di un protocollo di intesa;

-acquisizione delle problematiche in campo rinaturalizzazione del corso d’acqua e delle sue sponde,mitigazione impatti, efficientamento idropotabile e gestione della risorsa disponibile e della qualità delle acque.

Il progetto si articolerà in quattro fasi che si concluderanno nell’ottobre 2021:

1) Fase di diffusione delle tematiche ambientali sia da un punto di vista prettamente comunicativo sia riguardanti gli aspetti che su scala di bacino possono aiutare il risparmio della risorsa acqua e favorire corretti parametri comportamentali da parte delle aziende e dei singoli cittadini.

2) Raccolta dati (anche tramite campagne dirette) e approfondimento conoscitivo dello stato idraulico del bacino del torrente Carza.

3) Confronto con enti sovraordinati per la definizione delle possibili proposte progettuali.

4) Definizione propositiva/progettuale di azioni tese al miglioramento delle condizioni ambientali del torrente.

Il costo complessivo del progetto è di circa 39 mila euro di cui 5 mila di cofinanziamento da parte degli enti locali. 9000 euro sono previsti per le azioni di monitoraggio e circa 14 mila per studi e ricerche.

Il progetto è corredato da un’interessante relazione tecnico-illustrativa in cui viene approfondita l’attuale situazione del torrente Carza e gli effetti degli impatti dei lavori dell’alta velocità sul bacino che comprende anche gli affluenti del torrente.

L’idea progettuale che sta alla base della proposta di costituzione di un contratto di fiume sul torrente Carza riguarda il coinvolgimento dal basso degli attori che possono contribuire a mitigare gli impatti ambientali, arrecati sul sistema idrogeologico, dal passaggio dei lavori per la realizzazione della galleria AV Firenze Bologna, mediante un’idonea gestione dell’attuale risorsa disponibile e il suo accumulo a scopi multipli, al fine di:

  • efficientare l’utilizzo idropotabile;

  • integrare le magre nelle aste di valle, che si trovano prive di deflussi per lunghi periodi;

  • riqualificare alcuni tratti del corso d’acqua dal punto di vista idraulico-ambientale,

ottenendo, nell’insieme, una corretta ed efficace gestione integrata della risorsa idrica disponibile, la mitigazione del rischio idraulico, la tutela ecologica e valorizzazione paesaggistica del territorio migliorando la fruizioni delle fasce di pertinenza del sistema fluviale.

Le condizioni del Torrente Carza, a seguito degli impatti arrecati al sistema idrogeologico, durante il periodo da Giugno a Ottobre risultano insostenibili. Se a Vaglia si riscontra un minimo deflusso, o qualche pozza residua, a San Piero a Sieve la situazione si aggrava, sia dal punto di vista idraulico-ambientale, che igienico-sanitario e paesaggistico.

Nel progetto si fa nuovamente riferimento alla creazione di invasi di accumulo della risorsa idrica su alcuni degli affluenti del Carza per garantire il minimo deflusso vitale anche durante i mesi estivi. Non solo l’invaso sul Carzola previsto anche dal Master Plan sottoscritto tra Regione e ministero ma anche altri fossi come il Carlone o il Casellina.

Interventi che il contratto di fiume può solo evidenziare ma che necessitano di notevoli risorse economiche per essere realizzati.

Esistono già altri progetti per piccoli invasi nella zona dei Crocioni che sono fermi da anni per l’incertezza sulla gestione successiva alla loro realizzazione e ancora mancano 16 milioni di euro per completare l’addendum sottoscritto da Regione, Tav e Ministeri nel 2002 che potrebbero essere molto utili per cercare di risolvere la situazione del Carza.

Leonardo Romagnoli

12.8.19

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