Rischio frane e rischio idraulico in Mugello e Valdisieve

Rischio frane e rischio idraulico in Mugello e Valdisieve

Ispra e Istat hanno aggiornato i dati riguardanti il rischio frane e il rischio idraulico sul territorio italiano dove la stragrande maggioranza dei comuni presenta situazioni di una certa gravità.

Ci siamo già occupati anche in passato di questi argomenti (QUI) (QUI) e del consumo di suolo in Mugello e Valdisieve(QUI) è quindi interessante capire se la situazione ha subito delle sensibili variazioni sia rispetto alla superficie di territorio interessata dai fenomeni e sia rispetto alla popolazione esposta ad eventuali pericoli.
La situazione che ha subito una modificazione sostanziale è quella del comune di Borgo san Lorenzo dove , secondo me, le rilevazioni precedenti non tenevano conto della situazione verificatasi nella frazione di Panicaglia e che  ancora non è completamente risolta.

Nel comune borghigiano la superficie con pericolo frana elevato o molto elevato sale addirittura al 23,08% con gli abitanti residenti in area a pericolosità Molto Elevata che diventano 493 a cui si aggiungono quelli in pericolosità Elevata che sono 457 (totale 950), mentre quelli in pericolosità media sono 1580.

I comuni con i dati percentuali più bassi rispetto al territorio sono Vaglia con il 7,73%, Dicomano con 5,44%, Palazzuolo con 4,00%, Londa con 8,8%,Marradi con il 7,33%, San Godenzo con il 17,42%. Sopra il 20% troviamo Scarperia e San Piero con il 25,5%, Pontassieve con il 23,05%, Vicchio con il 22,05%, Barberino con il 23,05%, Rufina con il 20,4% e infine Pelago con il 26,8%. Infine c’è il dato di Firenzuola dove le zone con pericolo frana sono stimante nel 30,43%.
Ovviamente questi dati vanno letti confrontandoli con quelli della popolazione esposta al pericolo e anche il caso di Firenzuola si ridimensiona in quanto la popolazione a rischio diminuisce rispetto alla rilevazione precedente, infatti quelli in zona pericolo ME sono solo 10 e 517 quelli in zona E (tot.527) e solo 244 quelli in area di pericolosità media.
Per esempio Vaglia che ha una percentuale di territorio bassa ha però  ben 564 abitanti zona ME o E e altri 2776 in zona a pericolosità media, dati tutti superiori a quelli del comune dell’alto Mugello.

A Scarperia e san piero la popolazione in zona ME e E è pari a 731 persone mentre 705 sono in zone medie, a Barberino non cambia molto rispetto alla rilevazione precedente con 406 persone in zona ME e E e 1038 abitanti in zona media. Per restare in Mugello l’altro comune significativo è Vicchio con 746 residenti in zona ME ed E e 740 in zone medie.
In Valdisieve la situazione migliore è quella di alcuni comuni montani come San Godenzo e Londa dove i residenti in zone a pericolosità molto elevata si contano con le dita di una mano, mentre quelli in zona elevata possono essere significativi anche in rapporto al totale dei residenti, i 174 di San Godenzo sono quasi il 18% della popolazione. Ancora più significativo il caso di Pelago che ha 1309 abitanti in zona ME ed E e 1450 in zona media su una popolazione totale inferiore agli 8 mila abitanti. Anche il dato di Pontassieve è abbastanza significativo con 1354 persone in zona ME ed E e ben 3572 in zona media( ci sono situazioni molto conosciute, e tra l’altro in via di soluzione, come quella di S. Brigida).

Cosa comportano queste classificazione lo aveva già spiegato l’Ispra in una rilevazione precedente:

Dall’analisi delle Norme di attuazione dei PAI(Piani di assetto idrogeologico), emerge che nelle aree classificate a pericolosità da frana molto elevata sono consentiti esclusivamente: gli interventi di demolizione senza ricostruzione; gli interventi strettamente necessari a ridurre la vulnerabilità degli edifici esistenti e a migliorare la tutela della pubblica incolumità, senza aumenti di superficie o di volume e senza cambiamenti di destinazione d’uso; le opere di bonifica e sistemazione dei movimenti franosi; gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria; la realizzazione di nuove infrastrutture lineari e a rete previste da normative di legge, dichiarate essenziali, non delocalizzabili e prive di alternative progettuali tecnicamente ed economicamente sostenibili; le pratiche per la corretta attività agricola e forestale con esclusione di ogni intervento che aumenti il livello di rischio; gli interventi volti alla bonifica dei siti contaminati; gli interventi di consolidamento e restauro conservativo dei beni culturali tutelati ai sensi della normativa vigente.

Nelle aree classificate a pericolosità da frana elevata sono generalmente consentiti, oltre agli interventi ammessi nelle aree a pericolosità molto elevata, anche gli interventi di ampliamento di edifici esistenti per l’adeguamento igienico-sanitario e la realizzazione di nuovi impianti di trattamento delle acque reflue e l’ampliamento di quelli esistenti, previo studio di compatibilità dell’opera con lo stato di dissesto esistente.

Nelle aree classificate a pericolosità da frana media gli interventi ammissibili sono quelli previsti dagli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica. Gli interventi generalmente sono soggetti ad uno studio di compatibilità finalizzato a verificare che l’intervento garantisca la sicurezza, non determini condizioni di instabilità e non modifichi negativamente i processi geomorfologici nell’area interessata dall’opera e dalle sue pertinenze.(Ispra)

Passiamo ora alle zone in pericolosità idraulica anche se , in questo caso , le variazioni sono davvero minime. Le aree prese in considerazione sono quelle a pericolosità media mentre la popolazione viene suddivisa in zone a rischio elevato e medio.

A Firenzuola il territorio a rischio “alluvioni” è il 5,9% con solo 95 persona in zona E e 1364 in zona M.

A Barberino si scende addirittura a poco più dell’1% ma la popolazione in zona E è composta da 675 abitanti e 1740 sono in zona pericolosità media.

Anche a Scarperia e San Piero la percentuale di territorio è piuttosto contenuta 1,71% ma con popolazione non trascurabile 186 in E e  545 in M.

A Borgo san Lorenzo la percentuale sale in modo significativo al 5,34% con ben 2892 abitanti in zona E e 4534 in area M, una situazione che interessa quasi esclusivamente il capoluogo per la vicinanza del paese alla Sieve e la presenza di fossi e torrenti che percorrono l’abitato da nord a sud.

A Palazzuolo la zona media è del 3,76 % con 356 abitanti in E e 477 in M, il dato è significativo in quanto il comune dell’alto Mugello ha poche aree pianeggianti e una popolazione che non raggiunge i 1200 abitanti. A Marradi la percentuale scende all’1,2% ma anche qui il dato popolazione non sarebbe da trascurare con 352 E e 355 M.

Tornando al Mugello Vicchio ha una percentuale di territorio interessata dal rischio idraulico medio del 3,43% con solo 117 abitanti in zona E che salgono a 222 a Dicomano che ha una percentuale in zona rischio medio del 2,22%. Gli abitanti in zona a rischio medio sono 504 a Vicchio e 583 a Dicomano. San Godenzo e Londa non presentano situazioni di rischio significative mentre diverso è il discorso per Rufina dove il territorio interessato è il 3,75% ma con 1424 in zona elevata e 3185 in zona media, ovvero oltre il 50% della popolazione.
Infine  Pelago e Pontassieve che si affacciano su Sieve e Arno hanno una superficie interessata dal rischio medio del 2,11% Pelago e 2,92% Pontassieve ma con quote significative di popolazione e aziende. Gli abitanti in zona rischio elevato sono 674 a Pelago e 1361 a Pontassieve, quegli zona media sono 1625 a Pelago e ben 5805 a Pontassieve.

Come ho già scritto in passato si tratta di classificazioni che non significano che domani ci sarà un ‘alluvione, ma sono dati che dovrebbero richiedere una certa attenzione nella fase della programmazione urbanistica e nel mettere in atto eventuali interventi di prevenzione. In questo campo un ruolo fondamentale possono svolgerlo i Consorzi di Bonifica che , attraverso i loro interventi, mantengono efficiente il reticolo idraulico del territorio.

Leonardo Romagnoli
19.7.19

Carta_A0_popolazione_rischio_frane_ISPRA_2018

Carta_A0_popolazione_rischio_alluvioni_ISPRA_2018

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *