Redditi e case in Mugello e Valdisieve

Redditi e case in Mugello e Valdisieve

Recentemente l’Irpet ha messo a disposizione degli enti locali un osservatorio territoriale attraverso il quale è possibile conoscere tutta una serie di dati relativi ai singoli comuni e ad aree omogenee che sono indispensabili ai fini di una corretta programmazione urbanistica e di importanti scelte amministrative.

In questa occasione mi limiterò ad analizzare solo tre aspetti che ritengo essere di fondamentale importanza ovvero il reddito, il tasso di occupazione e il numero di abitazioni in rapporto alla popolazione.
I dati riportati nelle schede Irpet non sono tutti riferiti agli stessi anni e per alcuni il riferimento è sempre il censimento Istat, ma sono comunque indicativi per capire come il Mugello e la Valdisieve si stanno evolvendo e quali sono le differenze all’interno dello stesso territorio.

Intanto va notato che il Mugello e la Valdisieve insieme denunciano un reddito ai fini Irpef di oltre un miliardo e mezzo di euro ( che è circa quanto il Pil del solo Mugello) con variazioni nelle dichiarazioni del singolo contribuente anche molto significative.

In testa alla nostra gradutoria dei redditi irpef per contribuente troviamo Vaglia con quasi 20.000 euro ed è abbastanza comprensibile essendo fatto un comune periferico dell’area fiorentina , la più ricca della regione Toscana. Ma al secondo posto troviamo il comune di Londa con 18.716 euro. In una realtà con pochi abitanti la presenza di alcuni contribuenti facoltosi alza la media.

Al terzo e quarto posto si collocano i due capoluoghi delle zone ovvero Pontassieve e Borgo divise da appena 100 euro 18.453 la prima e 18.346 Borgo. Sopra quota 18.000 seguono Scarperia e San Piero (18.275), Rufina (18.191), Pelago (18.136), Barberino (18.123) mentre più staccati troviamo Dicomano (17.472), Vicchio 17.281. Sotto quota 17.000 troviamo i comuni montani con Palazzuolo sul Senio a 16.670, San Godenzo 16.488, Marradi 16.480 e infine Firenzuola a 15.707. Sono differenze significative per comuni dove le difficoltà di amministrare sono sicuramente maggiori che non in realtà di fondovalle.

I comuni montani fanno però registrare risultati migliori di molti altri comuni più importanti sul tasso di occupazione. Ad esempio Palazzuolo ha un tasso di occupazione maschile del 68,7 e femminile del 62,6 mentre Borgo San Lorenzo si ferma la 65,9 per i maschi e addirittura la 59,2 per le femmine ( solo Londa fa peggio con il 56,5). Il comune con i dati migliori è Rufina con un tasso maschile del 69,1 e quello femminile del 63,1, ma sopra il 68 ci sono anche Marradi, Firenzuola e Scarperia. San Godenzo si avvicina al tasso di Borgo per gli uomini (65.5) ma fa molto meglio con le donne al 61,8% così come Marradi 62,3 ( Firenze ha un tasso di occupazione femminile del 62,3 e quello maschile al 67). Oltre al tasso di occupazione che è fondamentale conta ovviamente anche la qualità del lavoro che necessiterebbe di ben altre analisi per capire come un alto tasso di occupazione, per esempio a Firenzuola, si rapporti al livello di reddito più basso.

Un dato interessante contenuto nelle schede Irpet è quello relativo al numero di abitazioni disponibili per singolo comune in rapporto al numero di famiglie residenti. In un momento in cui si sta discutendo, per esempio in Mugello, di piani strutturali non più per singolo comune ma di area vasta, questo dato permette di valutare la necessità di future edificazioni a fini abitativi.

Ebbene i dati ci dicono che le abitazioni disponibili sono ben superiori delle famiglie residenti e, tenendo conto di una tendenza demografica di sostanziale stallo, dovrebbero consigliare di evitare inutili sprechi di territorio e inutili cementificazioni.

Per 100 famiglie residenti ci sono 113 abitazioni a Pontassieve che essendo quasi una periferia dell’area fiorentina è quello sicuramente  sottoposto alla maggiore pressione. Ma si sale già a 120 perfino a Vaglia e superano questa soglia anche Borgo, Scarperia e San Piero ,Barberino e Rufina. Se Dicomano arriva a 123,7 , Vicchio supera 134 e i comuni montani e periferici hanno un patrimonio immobiliare nettamente superiore rispetto alle famiglie residenti con Londa 161,8, Marradi 161, San Godenzo 193 , Firenzuola 214 e Palazzuolo 215.

Questo non significa che non esista un problema casa per molte famiglie ma che parte di questo patrimonio potrebbe essere reecuperato proprio per dare una risposta alla domanda di edilizia residenziale pubblica che oggi non trova una risposta adeguata.

Leonardo Romagnoli

16.5.18

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