Protocollo sulle ferrovie. Ma la Faentina non passa da Vaglia?

Un protocollo positivo ma che non c’entra niente con i danni della Tav

 

La vicenda del protocollo per gli investimenti ferroviari su Faentina e linea Valdisieve presenta alcuni aspetti davvero singolari.
Come premessa devo dire che si tratta di interventi importanti sia per quantità che per qualità che potranno creare non pochi vantaggi sia ai pendolari che utilizzano il treno, sia a coloro che per i più vari motivi si muovono nel territorio con mezzi privati e pubblici su gomma.
46 milioni di euro sono un’enormità se si pensa che ne sono stati investiti 45 per la soppressione e automazione dei passaggi a livello nel corridoio ferroviario adriatico Bologna –Lecce .Quindi il vice ministro Nencini ha avuto senza dubbio un ruolo determinante nell’indirizzare sul territorio Mugello- Valdisieve questi finanziamenti del piano degli investimenti di Rete Ferroviaria.

Non hanno quindi ragion d’essere i distinguo e i campanilismi sulla destinazione di queste risorse, però bisognerebbe smetterla di citare i famosi 31 milioni dell’elettrificazione della Faentina quantificati al momento della sua ricostruzione. Altrimenti qualcuno potrebbe , giustamente, obiettare di non essere stato coinvolto nella destinazione di fondi “ compensativi dei danni dell’alta velocità”. Su questo argomento ho scritto diverse volte, citando anche le fonti, per dimostrare che quei fondi non esistevano più e in ogni caso non erano un impegno vincolante per le Ferrovie dello Stato. Se fossero stati anche solo parzialmente fondi compensativi perchè il protocollo non lo hanno firmato anche Trenitalia e il comune di Vaglia ? Perchè una parte dei fondi non sono stati destinati ad opere di mitigazione ambientale come la risoluzione dell’apporto minimo vitale del Carza? Il comune di Vaglia, che non fa parte dell’Unione del Mugello, non è stato nemmeno consultato per la stesura del protocollo e tanto meno per il programma di investimenti. Vaglia non risulta fra le stazioni in cui verranno fatte opere per migliorare l’accesso dei passeggeri.


Come ho già scritto, “si tratta di finanziamenti che arrivano dal corposo piano degli investimenti per ammodernare la rete stanziati da RFI per i prossimi anni e grazie ad un’azione politica arrivano in modo così cospicuo nel Mugello e Valdisieve (nessuna linea secondaria non elettrificata, come è la Faentina, potrà usufruire di un simile stanziamento a livello regionale e direi nazionale).
I famosi 60 miliardi di lire previsti per l’elettrificazione della ricostruita Faentina (accordi 1995) compreso il tratto verso Pontassieve (quindi sono anche soldi della Valdisieve)  sono poi diventati 31  milioni nell’aggiornamento degli atti del 2001 quando Le Ferrovie dello stato si impegnarono a proporre uno studio di fattibilità entro lo stesso anno per l’elettrificazione della linea che presentò tutta una serie di controindicazioni da cui scaturì, cinque anni dopo,  la richiesta fatta dall’assemblea della comunità montana di utilizzare quei fondi per potenziare l’infrastrutture e acquistare nuove motrici. Richiesta legittima ma che non ha nessuna valenza giuridica e non creava nessun vincolo per  Rete Ferroviaria. Solo nel 2010 venne impiegato un milione per un progetto di interconnessione tra Faentina e Alta Velocità( che aveva come sponsor anche il sen. Bruno dei Comunisti Italiani) che per fortuna non ha avuto buon fine.
Da allora si è continuato a parlare di questi 30 milioni come dovuti,  ma nessuno ha cercato di rivendicarne lo stanziamento rivolgendosi ad un tribunale della Repubblica, perché non c’era nessuna “cogenza giuridica” come dirà poi il Tar del Lazio addirittura per  i soldi dell’Addendum sui danni ambientali stipulato nel 2002 . “

L’assurdità di tutta questa vicenda è che i veri finanziamenti per di danni ambientali dell’alta velocità non sono stati erogati completamente e questa cosa non sembra interessare nessuno.
“L’accordo prevedeva 53 milioni di euro ma ne sono stati versati solo 36,8  mancano quindi ancora 1,2 milioni di Tav, 2,5 del Ministero dell’ambiente e 12,5 milioni del Cipe.
Su questo mancato rispetto degli accordi la Regione ha fatto ricorso al Tar del Lazio  che nel 2012 ha respinto la richiesta della Toscana perché “ l’accordo procedimentale del 1995 e l’addendum del 2002 sarebbero privi di cogenza giuridica”. Sentenza contestata dalla Toscana che ha fatto ricorso al Consiglio di Stato che dopo 5 anni non si è ancora pronunciato.  Se non hanno”cogenza giuridica” atti con impegni puntuali come può averlo un generico richiamo all’elettrificazione della Faentina per ottenere una somma doppia rispetto a quella che dovrebbe ancora ricevere la Regione per i danni ambientali?
Per non parlare del Master Plan che avrebbe richiesto interventi per oltre 100 milioni di euro ma che non è mai stato approvato dai ministeri competenti.
Quanto ai nuovi treni questi arriveranno solo con il rinnovo del contratto di servizio tra Regione e Trenitalia così come eventuali nuove corse sulla Faentina e non hanno nessun legame con gli investimenti proposti dal protocollo.
Quindi gioiamo per gli investimenti sulla struttura ferroviaria in Mugello e Valdisieve ma non dimentichiamoci dei fondi e delle vere opere compensative che il territorio deve esigere per i danni dell’alta velocità e che interessano anche i comuni non toccati dalla Faentina. Potrebbe essere un argomento interessante per la prossima campagna elettorale.

Leonardo romagnoli

5.12.17

Per chi vuole approfondire questi sono alcuni degli articoli pubblicati negli ultimi due anni

Alta velocità in Mugello : ridotti gli interventi di mitigazione.

Un treno chiamato desiderio
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Interventi di mitigazione TAV : il caso dell’impianto fotovoltaico per i rilanci.Come perdere un milione di euro.

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